Agli animali piace la musica come a noi umani?

L’uomo non è l’unico che apprezza il suono inteso come musica, anche il mondo animale e quello vegetale mostra di gradire i suoni “buoni”.
1–2 minuti

Gli animali, se apprezzano la musica, lo manifestano con una produzione di latte o uova di migliore qualità e ammalandosi di meno.

Esistono produttori che hanno preso la questione molto seriamente, conducendo studi e ricerche per ottimizzarne l’uso.

Ci sono anche allevamenti di galline ovaiole che fanno uso della musica, solitamente nell’ambito delle produzioni biologiche.

Gli animali non sono gli unici ad apprezzarla: in Francia un coltivatore ha installato una serie di altoparlanti nel suo vigneto e ha modificato alcuni brani di musica classica affinché fossero centrati su determinate frequenze. I risultati sono stati migliori; di norma vendemmia sempre con una settimana o dieci giorni di anticipo, ottenendo risultati superiori rispetto a quelli dei vigneti vicini.

Potrei azzardare un’ipotesi, anche se non l’ho mai sentita né letta, secondo cui si potrebbero ottenere miglioramenti anche negli allevamenti ittici: minore stress, qualità migliore della carne e dei suoi grassi e forse una crescita leggermente più rapida.

In rete è facile trovare siti di allevatori o agricoltori che fanno uso della musica nei loro processi produttivi.

Se consideriamo noi umani come “animali”, mi prendo la licenza di aggiungere qualcosa di leggermente OT: durante alcune missioni degli astronauti con lo Shuttle negli anni ’80, si pose il problema di quale musica potesse essere ascoltata ininterrottamente senza risultare fastidiosa, e vennero scelte Le quattro stagioni di A. Vivaldi. L’esito fu positivo, ma ancora oggi si cercano alternative.

In definitiva, ogni essere vivente reagisce in modo diverso alle frequenze: con alcune sta meglio, con altre no, arrivando perfino a irritarsi o ad ammalarsi.
È interessante notare che l’accordatura musicale a 432 Hz è ritenuta da alcuni quella che offre la migliore esperienza d’ascolto; secondo una diffusa interpretazione, Hitler fece modificare l’accordatura portandola a 440 Hz per rendere i soldati più determinati e aggressivi. Lo studio condotto dall’agricoltore citato aveva un’impostazione analoga, ma finalità ovviamente diverse.

Vale la pena osservare che spesso si apprendono nozioni ritenute moderne o frutto di ricerche recenti, quando in realtà si tratta di conoscenze antiche, vecchie di secoli, semplicemente rilette e reinterpretate.

Lascia un commento

Lascia un commento
You May Also Like