Se guardiamo alle mosse del governo in ambito energetico negli ultimi anni e recenti disposizioni, non stanno pensando ad un futuro di auto elettriche.
Il quinto “conto energia” è finito, non ne hanno fatto un’altro.
Non prevedeva l’inserimento di batterie, se lo facevi veniva considerata un’alterazione dell’impianto e perdevi ogni beneficio.
Oggi hai degli incentivi al 50% solo come opere di ristrutturazione.
Nelle case di campagna la soluzione con batteria, potrebbe essere una soluzione che ti rende indipendente, puoi anche ricaricare l’auto elettrica purché ogni sera non sia necessario ricaricare totalmente la batteria. L’energia extra può provenire da fornitori di rinnovabili.
In città vale la stessa cosa ma vista la diversa densità di popolazione, dovranno attingere maggiormente da fornitori di rinnovabili, avranno il vantaggio di non subire più delle limitazioni al traffico per eccesso di polveri sottili.
Quali potrebbero essere le fonti rinnovabili:
- Idroelettrico, purché non si realizzino nuovi impianti, la densità della popolazione, associazioni varie e regioni, potrebbero non collaborare per realizzare opere equilibrate senza recare danni, ma si può sempre efficientare gli impianti esistenti, ad esempio mettere anticalcare magnetici sulle condutture dell’acqua, si previene il calo ponderale della portata che giunge a valori significativi in un anno, ma anche tutta la parte meccanica di trasformazione potrebbe ricavarne benefici, occorre fare un po’ i conti della serva per verificarne la convenienza.
- Geotermico, per uso civile come teleriscaldamento tramite scambiatori di calore, ma volendo puoi anche produrre energia elettrica durante i mesi estivi. Le aziende solitamente prelevano acqua calda e non la reintroducono creando problemi di subsidenza, abbastanza noti a Marghera, le obbligherei all’uso di scambiatori di calore così il prelievo si limita al solo calore e l’energia residua sfruttarla per immetterla in rete.
- Eolico, checchè ne dica V. Sgarbi, l’Italia ha migliaia di coste da sfruttare in modo ecologico, potrebbe sostenere il turismo a costo zero. Ci sono numerose piattaforme d’estrazione che non producono più e potrebbero essere riconvertite facilmente con l’eolico con l’aggiunta di pannelli solari per il mantenimento dei sistemi locali.
- Fotovoltaico. Al momento è una delle poche fonti rinnovabili che trova tutti d’accordo fino a che non si vedono ampie aree agricole occupate da pannelli neri. Però se l’EU continua nella politica commerciale/agricola attuale, sostenuta dal PD, a sfavore dei contadini italiani, capisco perché cedono il terreno per fare delle centrali fotovoltaiche ed ecco perché ci sono stati degli stop da parte delle istituzioni, soprattutto dove per i medesimi terreni era stato ricevuto un contributo dallo stato. Grazie all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’Università di Tor Vergata in Italia è stato messo apunto il primo pannello FV trasparente a base di grafene con maggiore rendimento e costi inferiori. La trasparenza permette di sfruttare anche le superfici verticali dei grattaceli in città.
Quanta energia in più si ricava da queste fonti rinnovabili? Non sarà idoneo a sostenere una forte diffusione dell’auto elettrica, ma si deve fare lo stesso, ne ha bisogno l’Italia, poi appena le batterie spagnole al grafene saranno pronte, allora tutto diventerà urgente, perché tutti vorranno un’auto elettrica per mille ragioni:
– carica rapida delle batterie (come fare il pieno di carburante fossile)
– batterie leggere
– batterie per un’autonomia di 800 km
– numero ricariche 250 per fare 200.000 km
– manutenzione auto limitata a gomme, freni, filtri aria, di nuovo ci sono i motori elettrici e le batterie, ma è stato fatto fuori il motore a scoppio con tutto quel che serve per farlo funzionare, (cito alcune voci che appaiono spesso nella fattura dei tagliandi: filtro aria, filtro olio, olio, controllo gas scarico e poi se si rompe la cinghia di distribuzione sono guai seri, da 3000 a 5000 € di danni, ma possono succedere tante altre cose molto costose).
Con questa prospettiva molti accetteranno 3000 o 4000 € in più di costo, magari coperti da incentivi, per un veicolo che in fin dei conti deve portarti solo a spasso, non è giusto che costi 20.000 €, che in 10 anni ne spendi 17.000 € di carburante, e altri 3/4000 € di manutenzione (se tutto è andato bene) e che all’atto della vendita valga 2000 €, perciò in 10 anni hai speso (20.000+17.000+4.000–2.000)/10=3.900 €/anno questa è l’auto oggi.
Trovo assurdo le auto ibride, in quanto hanno a bordo un doppio sistema di locomozione con incremento delle parti non indifferente e anche del peso e dei costi. Sarà interessante in F1 o qualche auto sportiva ma solo per magnificare la potenza del termico. Invece il recupero energetico in frenata ha un suo senso, purché non si aggiunga anche lo Start&Stop perché deperisce in fretta alcuni componenti meccanici costosi.
Chi sarà il brand con la maggiore diffusione?
Non lo so, ma una cosa è certa, non darei un fico secco alla FIAT, che ha spolpato l’Italia per un secolo e poi se ne va, crea l’FCA, sposta la sede legale altrove per pagare meno tasse (e non in Italia), e per di più con note di merito del nostro Renzi che elogia il successo italiano all’estero in una conferenza che ha visto tutto il mondo. Certo, immagino la Merkel a fare la stessa cosa con le proprie industrie nazionali o anche il simpatico Emmanuel Macron. Questa che sembra solo polemica vuole evidenziare che è meglio iniziare a spingere nel modo giusto investimenti dello stato o EU verso l’uso delle energie sostenibili tramite le auto elettriche, senza che i cittadini debbano pagare con le proprie tasse delle scelte poco redditizie, sarà poi l’industria a fare le mosse che crede, uno stato non puà incentivare l’acquisto dell’elettrica e poi dare aiuti anche a chi le produce.
Ma lasciamo perdere, l’importante è che ci sia qualcuno al governo in grado di gestire e privilegiare lo sviluppo delle infrastrutture e delle fonti rinnovabili affinché sia sostenibile la diffusione attesa dell’auto elettrica.
Di rilievo l’iniziativa della VOLVO “Volvo dal 2019 costruirà solo auto elettrificate – Industria” a parte il titolo poi leggendo emerge che nel 2020 su 10 auto 8 saranno solo elettriche. Diciamo anche che la Volvo non ha volumi di vendita tali da non riuscire a piazzare i suoi veicoli elettrici nel mondo, mentre una FCA, FORD, VOLKSWAGEN, RENAULT, etc., se facessero la stessa cosa fallirebbero, oppure, sarebbero in grado di alzare l’asticella in favore dell’elettrico ma con enormi perdite.
C’è un’altro fattore che potrebbe creare scompiglio nella diffusione. L’auto elettrica inizierà a sembrare sempre di più un prodotto tecnologico ad elevata obsolescenza, mentre in realtà le batterie potrebbero durare quanto basta per fare 200.000 km in 10 anni, ma ad esempio se acquisti oggi e dopo due anni arrivano le batterie al grafene che fai? La cambi?
È chiaro che all’inizio i produttori di auto non vorranno rimetterci con il solo elettrico, quindi, costeranno molto, ma se tutti si danno gli stessi obiettivi della Volvo alla fine le auto elettriche costeranno meno delle automobili con motore a scoppio per diversi motivi, basta immaginare cosa viene via da sotto il cofano motore, con l’elettrico risulta quasi vuoto.
La costruzione (vedi foto copertina) è estremamente più semplice di un motore a scoppio, ha meno pezzi, meno usura, un rendimento elevato, 98% contro il 34%, basse usure, e appena la grande industria si muoverà avremo un abbassamento notevole dei costi, a tal punto che se mettiamo a parte le batterie, nessuno vorrà più le vecchie auto con motori a scoppio.
Questo cosa comporta?
Che l’industria automobilistica vedrà ridursi il fatturato.
Che l’industria petrolifera vedrà minato il suo ricco mercato, e per msntenerlo deve trovare nuovi giacimenti ed estrarre a costi inferiori, rinunciare a guadagni per convincere sempre più persone a continuare a bruciare carburanti fossili. Sganceranno mazzette enormi per convincere i governi a togliere gli incentivi all’elettrico, ai costruttori per mantenere una o più linee produttive con motori a scoppio, ma finalmente l’industria automobilistica vedendo la fine di un’era tirerà fuori il meglio per fare gli ultimi modelli veramente risparmiosi, dagli anni ’90 a oggi abbiamo fatto miglioramenti ridicoli da 10 km/l a (se va bene) 20 km/l in circa 25 anni, bene forse arriveremo a fare fino a 40 km/l o più, nel giro di pochi anni.
In Italia l’auto elettrica arriverà, ma dopo gli altri stati europei e forse per effetto delle normative EU, ci saranno un po’ di disagi.
Ci sarà una diversa evoluzione se dal 2018 con le elezioni politiche italiane, saremo governati da persone che non vogliono che l’Italia rimanga la ruota di scorta nell’EU, allora prevedo che qualunque cosa succeda saremo pari ai migliori se non davanti.
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