Purtroppo la situazione italiana non si risolve eliminando l’Euro, ci sono anche altri parametri da valutare e non è detto che la priorità sia la moneta.
Ora a modo mio provo a ficcare il naso in argomenti più complessi di quelli che potrei riuscire a dominare, ma penso che se scelgo i binari giusti lo capirete.
- In base alla nostra Costituzione un referendum per uscire o no dall’Euro non si può fare.
- Ammesso che i politici scelgano d’uscire dall’Euro, questo non significa che siamo fuori dall’Europa.
- L’Inghiterra con la Brexit ha scelto d’uscire dall’EU, ma questo non ha inciso nulla sul commercio interno perché non aveva mai scelto d’usare come divisa ufficiale l’Euro, quindi, uscire dall’Euro per noi significa trovarci nella situazione ante-Brexit ma con il doppio costo interno di due cambi divisa nel giro di 17 anni, (se ci penso forse a nessun paese è mai capitato).
- L’Inghilterra aveva e ha una sua Banca Centrale
Diciamoci la verità, dall’EU esce una pletora di regolamenti che sembrano scritti con i piedi, ad esempio, se semino delle sementi che avevo conservato per decine di anni nel mio orto, sono fuorilegge!
Chi ha scritto questa e tante altre Leggi comunitarie, sembra le abbia scritte abitando su un’altro pianeta, ma al di là di puntare il dito per le assurdità ridendoci sopra, le conseguenze sono reali e hanno il potere di distruggere un’intera economia.
Poi ci sono molte Leggi fatte bene e i finanziamenti per vari progetti che per noi sono molto interessanti, ma c’è un costo da pagare per stare nell’EU, rispettare i parametri di Maastricht e dipendere dalla BCE presieduta da Draghi che sembra agire in favore del mondo globalista.
Per risolvere i problemi non puoi metterci di mezzo i politici, ne modificare la costituzione allo scopo di permettere ai cittadini di fare la loro preferenza tramite un referendum, perché non avranno mai la competenza adeguata per una scelta simile.
Metterei in campo un team di esperti che facciano un’analisi dei rischi e benefici e quale sono le azioni che potrebbero migliorare l’Italia in modo stabile e duraturo.
Ma prima di tutto si rende necessario sostituire i nostri parlamentari UE che hanno votato tutte le disposizioni che potevano nuocere all’Italia con altri parlamentari che abbiano una visione diversa e non solo quella di un partito di venduti come il PD e costituisca un nocciolo duro d’opposizione alle politiche distruttive e insensate, l’UE non può legiferare distruggendo uno a uno gli stati che si affacciano sul Mediterraneo.
In pratica è evidente che di base c’è un problema politico in EU da risolvere e bisogna mettere in campo molte forze, aprire tavoli di discussione, far parlare gli esperti, fare relazioni, lasciare traccia evidente nei siti istituzionali, ma anche far cancellare le boiate che ci stanno danneggiando.
Ora l’ipotesi che questo “nocciolo duro” in seno all’EU possa portare a casa dei risultati, c’è e sicuramente molto più vantaggiosi (si spera) che uscire dall’Euro.
Ovviamente il team di esperti per l’analisi di rischi e benefici non riesce a fare una stima su quello che si potrà ottenere solo con la politica svolta in seno all’EU, ma sicuramente alcune cose le potrà già ritenere fatte, altre nel cassetto delle probabili, altre con probabilità molto basse e diranno cosa è meglio fare.
Sarei molto contento che valutassero anche l’introduzione di una moneta parallela, diciamo una Lira pesante con lo stesso valore iniziale dell’Euro esclusivamente nei rapporti commerciali interni e con una nostra Banca Centrale. Ogni relazione con l’EU in Euro, e con il resto del mondo a discrezione o secondo quello che conviene € o Lira Pesante (£P).
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