Gli studi in campo militare sono usciti da quel po’ dalla fase beta, perché se sulla stampa ne leggevo notizia più di 15 anni fa, oggi è una certezza, i militari impiegano questo liquido ove sia compatibile con la missione.
Si tratta di un liquido che una volta che ha riempito i polmoni, ovviamente hai un po’ di panico perché non riesci a respirare, ma quando l’organismo scopre che gli alveoli polmonari possono effettuare il loro scambio gassoso come sempre, osmosi polmonare, ci si tranquillizza.
È un liquido leggermente più pesante dell’acqua e quando si è esaurito è sufficiente mettersi quasi a testa in giù per favorire l’uscita rapida e reiniziare a respirare l’aria.
Non conosco molto bene quale opzione strategica offra ai militari questo liquido, non produrre bolle è già possibile con i respiratori di oggi, ma c’è un rumore residuo identificabile e in acqua il suono viaggia molto più velocemente che in aria. Senza bombole ci si può muovere con maggiore agilità, nessuno ti può venire a tagliare i tubi dell’aria da dietro, magari si profitta della leggerezza per altre attrezzature di missione.
Poi non vorrei andare oltre, ma al contrario di quello che capita ad un sub, non vi dovrebbero essere grandi problemi di risalita rapida, sempre che il sub riesca a mantenere o precisamente se hanno trovato il modo di non far fuoriuscire il liquido quando la pressione dell’acqua preme sull’addome man mano che si scende. Sappiamo che un sub o in apnea ha un limite di velocità di risalita, limite personale, anche se oggi viene tutto tabellato a seconda del programma di discesa e gas impiegato, quindi, con un liquido nei polmoni, dovrebbe essere ridotto il rischio d’embolia… domanda?
Penso che non vi siano ricadute commerciali a causa del costo del liquido e della complessità di gestione e preparazione personale e assistenza prima dell’immersione e alla fine.
Perfluorocarbon

Eccovi il liquido miracoloso scoperto per caso, è il Perfluorocarbon.
Si tratta dell’unico liquido esistente in cui è possibile respirare. Gli esseri viventi, infatti, non sono in grado di trarre ossigeno attraverso un liquido, tuttavia un giorno ci fu una scoperta casuale in un laboratorio: un topo cadde accidentalmente in un liquido chiamato perfluorocarbon e gli scienziati restarono esterrefatti: l’animale poteva respirare senza annegare.
È anche detto ‘liquido respirabile’ ed è un prodotto dalla grande stabilità chimica; tuttavia – per il fatto di essere più denso dell’aria – può produrre danni ai nostri polmoni.

Strati immiscibili di acqua colorata (in alto) e perfluoroeptano molto più denso (in basso) in un bicchiere; un pesce rosso e un granchio non possono penetrare il confine; le monete riposano sul fondo.
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