44 Paesi per un totale di circa 50.000 Km a piedi in un tempo stimato di 5 anni.
Questo è il progetto di un ITALIANO tuttora in corso di realizzazione, è arrivato al 65% del suo percorso. Scusate se non prendo in esame altre imprese simili, che sicuramente ci sono state, ma vorrei sottolineare la contemporaneità dell’impresa e sostenere questo ragazzo italiano che, ha investito tutto sulla sua tenuta fisica e mentale, sulla sua forza di volontà, contro ogni parere che deve aver sentito, esaltante o negativo che sia, è andato avanti per la sua strada. Forse è anche un bisogno di conoscere se stessi che i bombardamenti mediatici e culturali a cui si è sottoposti non lasciano respirare la mente, anche chi si ferma a fare meditazione ha un orologio che gli scandisce l’inizio e la fine. Siamo un bosco di anime, ognuna sente l’influenza delle altre, allontanarsi per capire come stanno le cose a volte è la cosa migliore che puoi fare, soprattutto se scegli un percorso tuo, nuovo, un’esperienza di vita, di conoscenza degli altri, fare qualcosa da raccontare e che appena l’hai finita ne senti subito la nostalgia.

Il suo logo mi piace tanto, centrato perfettamente, io sono un abitante della Terra e non ho confini.
Nome: Mattia Miraglio
Nato a: Savigliano (CN)
Classe: 1988
Desideri: viaggiare e viaggiare ancora.
Parlare di lui è difficile, sta facendo una cosa antica come l’homo sapiens ma anche la più semplice che ci accomuna tutti, camminare e scoprire il mondo che ci circonda e chi ci vive.
Credo che all’età di 26 anni, un po’ prima perché poi si è dovuto organizzare adeguatamente, deve aver scoperto che vivere in quel di Savigliano significava finire per standardizzarsi, uniformarsi a regole e si è chiesto fortemente “perché debbo fare questo”, posso essere me stesso e fare quello che desideravo fin da bambino, viaggiare con le mie sole forze.
Arrivato in Australia ha avuto una battuta d’arresto, per mancanza di fondi, si è fermato a lavorare, poi è tornato in Italia, a concentrarsi meglio su come organizzare il prosieguo con sponsor che gli garantissero un mezzo di comunicazione su internet e la possibilità di caricare i suoi post e video che con il tempo sono migliorati notevolmente, ma fin dall’inizio ha mostrato la volontà di capire, scoprire e indagare il senso delle cose che gli stanno intorno, non senza piccole difficoltà, ma anche tante soddisfazioni. Capita a me quando cammino per ore su una montagna o un bagnasciuga per fare foto e a un certo punto vedi un paesaggio indimenticabile, fai la foto, poi ti soffermi riempiendo gli occhi di quell’angolo di paradiso, rimani in ascolto senti i rumori, gli odori, l’aria e ti dici che quella foto da sola vale la fatica, una soddisfazione che non sono in grado di darti le altre centinaia di scatti fatti durante il giorno. Ecco ora moltiplicate per ’n’ queste soddisfazioni e in qualche momento ci si sente pure estasiati ed è quello che vive Mattia M., certo che non sempre nei suoi video si apprezza la meraviglia di quello che vede, lui non è lì per mostrarci quanto è bravo nelle riprese, perché in quel caso saremmo noi a dover dire “che magnifiche!”, invece lui ci trasmette quello che sta vivendo e nello stesso tempo anche l’ambiente in cui è immerso, abitudini, costumi che incontra nel suo tragitto.
È affascinante anche il genere di rapporto che si instaura con chi incontra, spesso sanno del suo arrivo, lo ospitano, lo aiutano se ha difficoltà, oppure incontra altre persone che stanno facendo imprese simili e si fanno compagnia un po’. A volte esprime i suoi timori prima di giungere in una certa località, ma poi si rivelano preconcetti, appunto del nostro mondo civile. I media italiani lo hanno seguito bene fino al confine poi è tutto un po’ scemato salvo i promemoria dovuti il 19 aprile di ogni anno, giorno di partenza.
Lasciatemi aggiungere un apprezzamento per una persona, piemontese, così giovane che con la propria testa ha deciso di fare il viaggiatore. Tutti noi abbiamo perso il senso del viaggiare, partire da MI in aereo con destinazione Dubai per farsi una vacanza, non è un viaggio ma solo un trasferimento, penso a qualche secolo fa com’era viaggiare, oggi fatichiamo a scoprire cosa significhi anche tramite le immagini di un reporter bravo, perché guardiamo distratti da mille cose.
Viaggiare significa scoprire il mondo, ed è quello che fa Mattia Miraglio portandosi appresso il suo carretto che è diventata la sua prima casa.
Questo ragazzo ha quel quid che probabilmente vi costringerà a leggere quello che scrive e vedere i suoi video fin che non li avete finiti tutti.
Ora basta scrivere, vi voglio solo evidenziare il percorso di attraversamento dell’Australia a piedi, direi che è piuttosto tosto, 3070 km in 617 ore, temperature … da rimanere tostati. Se non sbaglio ora dovrebbe essere il California.

PARTENZA SABATO 19 APRILE 2014 DA SAVIGLIANO (TO), PIEMONTE, ITALIA. (IL PAESE NATIVO)
1. CIAO ITALIA
Slovenia, Serbia, Bulgaria, 15% del totale.
2. PER IL BOSFORO
Turchia ,Georgia, Uzbekistan, Armenia, Iran, 28% del totale
3. VERSO L’INDIA
India, Nepal, Bangladesh, Myanmar (Birmania), Thailandia, Malesia, 45% del totale.
4. AUSTRALIA
(PASSANDO PER LA STUART HWY – OUTBACK)
Nuova Zelanda 55% del totale
5. IN AMERICA
Canada Sud, Stati Uniti (costeggiando la costa ovest), Messico, Guatemala, El Salvador, Nicaragua 65% del totale.
6. SUD AMERICA
Ecuador, Perù, Bolivia, Cile, Argentina, Uruguay, Brasile, 80% del totale.
7. AFRICA
Sud Africa, Mozzambico, Tanzania, Kenya, Etiopia, Sudan, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, 95% del totale.
8. DI NUOVO A CASA
Portogallo, Spagna, Francia, Italia, 100% del totale.
Link:
http://www.mattiamiraglio.it
Mattia Miraglio – Giro del mondo
Una pagina di sostegno:
mattia miraglio
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