Ci fu un famoso attentato a Oklahoma City dove usarono una bomba di 2300 kg a base di un fertilizzante chiamato Nitrato d’Ammonio.
Prima della messa in commercio il Nitrato d’Ammonio deve superare delle prove di detonabilità e per contenerla aggiungono circa il 20% di inerti.
In Italia il MIPAAF tiene un registro dei produttori e consumatori dei fertilizzanti: Introduzione fertilizzanti, perciò per comprarlo devi averne i titoli.
Negli USA non sono da meno, anzi, è l’FBI (se non mi sbaglio) ad effettuare direttamente i controlli presso ogni consumatore per verificare la congruità degli acquisti.
Era il 1947 quando nel porto di Texas City (USA) si è verificato il più grosso incidente a causa dei fertilizzanti, un incendio su un’imbarcazione francese causò l’esplosione del suo carico di Nitrato d’Ammonio e la morte di 581 persone. Il botto fu udito a oltre 240 km.
Oltre che interessarsi ad impieghi estremi del fertilizzante, darei un’occhiata per capire che importanza ha questo materiale prodotto a migliaia di tonnellate e che filiera può avere.
Il Nitrato d’Ammonio è molto diffuso in agricoltura per la sua peculiarità di rilasciare azoto, necessario alla crescita delle piante, nell’immediato e anche a lento rilascio per lungo tempo. Viene confezionato in granuli dentro a sacchi in polietilene da 50 kg e poi sparso nei campi con spandiconcime oggi preferibilmente unitamente alla semina perché si trova in prossimità del seme risparmiando notevolmente.
Per fare economia del polietilene dei sacchi e perdere meno tempo a manipolarli, viene confezionato spesso anche in big-bag da 800, 1000 o 1200 kg di peso, con il riuso del saccone. In Italia esistono dei centri regionali per il confezionamento di questi prodotti che poi rivendono ai consorzi agrari a cui si rivolgono gli agricoltori. La produzione della materia prima è di pertinenza dei vari poli chimici presenti in Italia a Ferrara, Marghera, San Giuseppe di Cairo, Gela, Crotone, Porto Torres e Ravenna, tutti della:
Syndial ex EniChem ex EniChem Agricoltura ex Enimont ex Agrimont.
L’Agrimont fu fondata nel 1980 e confluita in Enimont 8 anni dopo.
Quando si dice che l’agricoltura inquina con i fertilizzanti, è vero e la principale causa è un cattivo impiego degli stessi, in pratica il titolo di ogni fertilizzante si indica con NPK 0, 0, 0 cioè le percentuali di contenuto di Azoto, Fosforo e Potassio e i nutrienti presenti nel terreno richiedono specifiche dosi di ognuno dei componenti, anche le lavorazioni da fare nei campi tra un raccolto e la successiva semina inertizzano il terreno rendendolo meno redditizio e costringendo ad incrementi nell’uso di fertilizzanti in una corsa all’aumento della produzione con il prezzo dei prodotti agricoli che risentono dell’importazione mettendo in crisi un intero comparto economico.
Il biologico ha la sua gamma di fertilizzanti consentiti, ma vige la stessa regola, usa quello di cui ha bisogno la pianta e che non ha il terreno, solo così diventa più sostenibile l’agricoltura. Il vantaggio di chi fa agricoltura bio è una maggiore informazione, consapevolezza che porta inevitabilmente a dei vantaggi a tutti.
Questa è la mappa europea dell’impiego di Nitrati in agricoltura, hanno anche rilevato gli eccessi di nutrienti, in Italia +40 kg/ha, Francia +50 kg/ha, Bretagna +120 kg/ha, Paesi Bassi +200 kg/ha, dati pubblicati nel 2007.

P.S. Negli anni ’80 sono stato il progettista di alcuni impianti regionali per il confezionamento concimi chiavi in mano su specifiche Montedison.
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