Qui spunta una Apple a sorpresa, se per sbaglio hanno un’idea che può avere riscontri economici, la brevettano subito.
È quello che è successo con il problema della pizza d’asporto che arriva molliccia, per fortuna c’era (c’è ancora) uno chef italiano, Francesco Longoni, che è stato subito coinvolto, poi è intervenuto anche il reparto packaging dove hanno riscontrato che la forma circolare è più green perché richiede meno materia prima, oltre che avere una chiusura ed apertura più rapide, et voilà, il “piatto” è servito.
Un risparmio di carta del 21,5% dalla forma quadra a tonda è rilevante, da coprire velocemente il maggior costo iniziale di uno stampo.
Diverse testate USA scoprono oggi un brevetto Apple del 2010 per la scatola per la pizza. Ecco perché è geniale, l’italiano che lo ha inventato e perché non è una novità.
L’ultima geniale invenzione di Cupertino è niente meno che una scatola per la pizza da asporto, brevettata da Apple nel 2010 con la firma di Francesco Longoni, chef personale di Steve Jobs e responsabile della mega caffetteria – ristorante del Campus Apple. Numerose testate statunitensi riportano la scoperta in queste ore, ripresa anche da siti e quotidiani online italiani, riportando la scoperta del pizza box come una invenzione datata ma che sarà impiegata da Cupertino per i dipendenti del nuovo Apple Park.
Permetterà a chi lo desidera di prelevare la pizza nella caffetteria e di trasportarla nel proprio ufficio perfettamente integra e ancora croccante, come avrebbe voluto Steve Jobs e come lo ha reso possibile Francesco Longoni con le sue idee.
L’idea della scatola della pizza può sembrare banale e addirittura registrare un brevetto dà l’idea di un vezzo della multinazionale più ammirata al mondo, ma così non è. Il pizza box perfetto sembra sia stato voluto da Steve Jobs in persona che non sopportava la pizza molliccia, resa tale dalla condensa che si viene a creare in tutte le scatole per pizza in uso da tempo immemore, quadrate o rotonde che siano.
Così il leggendario Ceo ha fatto quello che sapeva fare meglio: ha chiamato in causa esperti in materia chiedendo loro di progettare il pizza box perfetto.
Il brevetto Apple del 2010 descrive una scatola per la pizza da asporto con rilievi circolari sul fondo per impedire che la pizza aderisca completamente al contenitore, ma anche per fare in modo che il calore possa circolare.
Per evitare che la condensa che si viene a creare all’interno della scatola renda molliccia e meno croccante la pizza sono previsti dei fori circolari nella parte superiore per far fuoriuscire il vapore. Le idee di Francesco Longoni, storica conoscenza della redazione di Macitynet, sono state trasformate in progetto e in un contenitore perfetto da Mark Doutt, all’epoca senior manager packaging engineer di Apple, il secondo inventore indicato sul brevetto insieme allo chef italiano.
Anche se il brevetto Apple era già stato avvistato in precedenza, il suo scopo e utilizzo sono rimasti per molti un mistero fino a queste ore, per tutti tranne che per i dipendenti di Cupertino che ormai da diversi anni utilizzano con grande soddisfazione il pizza box perfetto ogni volta che desiderano pranzare con una buona pizza.
A Cupertino in California, quasi dall’altra parte del mondo la pizza in Apple viene preparata e cotta (in forno a legna) come nella migliore tradizione italiana grazie all’esperienza di Longoni e dei suoi collaboratori italiani che gestiscono caffetteria e ristorazione, ora nel Campus di Apple e nei prossimi mesi o settimane nel nuovo Apple Park.
P.S. Perché all’Apple Park per cuocere la pizza usano forni a legna come nella nostra migliore tradizione, mentre qui da noi le pizzerie che ce l’hanno bisogna andarle a cercare con il lumicino? Centra forse il maledetto green deal della Commissione UE che impone di ridurre l’emissione di CO2?
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