Chiaramente l’intenzione è quella di isolarsi in un ambiente senza agganci uditivi e vibrazionali provenienti dall’esterno come fonte per capire qualcosa sullo scorrere del tempo e dia un ritmo giornaliero.
Quindi, nessun suono, nessuna vibrazione, nessun gadget elettronico, il calendario è ammesso, dato che segni tu quando è passato un giorno.
Contare i battiti cardiaci porta fuori strada e non vale nemmeno per poche ore, basta che da disteso ti metti in piedi e fai 20 volte la stanza avanti e indietro che già cambia il ritmo e poi se dormi? La crescita delle unghie? Anche li dipende dalla velocità del metabolismo, probabile che a riposo rallenti un po’ tutto. Dopo 10 giorni potresti aver sbagliato un giorno come ridere.
L’unico punto di riferimento sono le tue esigenze biologiche, quelle che stabiliscono quando è ora di dormire, al risveglio ti dici è un nuovo giorno, anche se non sai di quante ore sia.
Continui a conteggiare i giorni fino alla fine del tuo esperimento, poi quando ti chiedono che giorno è, guardi il calendario, vedi che sono passati 30 giorni, ma sai che sono di più perché conosci i risultati del altri esperimenti, tutti con risultati molto simili ma non puoi sapere tu quanto ci sei vicino o lontano.
Nel 1985 un paio di speleologi di Prato, Giuseppe Piro e Sergio Venturi di 21 e 24 anni rimasero 34 giorni in una grotta in totale isolamento a -176 mt con 14°C costanti e 95% di umidità, il loro ritmo giorno e notte era mediamente di 41,5 ore, in altre prove simili e più prolungate si sono avuti risultati simili, ma Maurizio Montalbini segnò veglie di 25 ore continue e sonno di 10 ore, quindi ha fatto 35 ore di media.
Chi esce dalle grotte dopo così tanto tempo ha acuito enormemente l’udito e la tua gamma di luce visibile si sposta leggermente verso l’infrarosso, tanto che escono usando occhiali avvolgenti per ambienti innevati.
Le avventure di questi speleologi (e molti altri) ha provato che il nostro ritmo circadiano non può essere usato per stabilire la cadenza dei giorni, puoi solo fare una stima prima di uscire sapendo più o meno come sono andati gli altri.
Tale differenza tra il ritmo circadiano manifestato in grotta e quello seguito vivendo in superficie e soggetti al ritmo di sole e luna, si pensa sia legato a una velocità diversa di rotazione della Terra in passato, più lenta, quindi cosa ha accelerato la rotazione? Proprio per questa ragione ritengo che questa ipotesi non sia la soluzione.
Probabilmente se necessario potremmo adattarci fino giorni di 36~40 ore se siamo soggetti alla luce solare che cambia la sua temperatura colore da 5500 a 2000 come quella del tramonto, stimolando (per fortuna nostra) la produzione di melatonina che ci predispone per un buon sonno.
Ma ovviamente penso che nella stanza non sia disponibile nessun dispositivo che cambia la temperatura colore in automatico, quindi l’unica arma per sapere quanto tempo è passato è sperare che la lunghezza dell’esperimento sia sufficiente per aggiustare il calcolo secondo i risultati degli esperimenti precedenti e ridurre l’errore di valutazione.