In effetti quello che sembra scontato non lo è.
Proviamo a verificare con il CAD quali sono i valori in gioco. Riproduci l’ellissoide di riferimento WGS84, poi verifichi a che latitudine si trova l’EVEREST 27°59′17″N (8.848,86 m s.l.m.) e a quale latitudine si trova il Chimborazo 1°28′S (6.263 m s.l.m.).
Tracci due raggi con l’angolo corrispondente alle latitudini trovate, fin contro l’ellisse, e aggiungi le rispettive altezze dei due monti s.l.m., ne risulta che:
Everest: dista dal centro della Terra 6382,253 km
Chimborazo: dista dal centro della Terra 6384,433 km
L’Everest è 8848 mt s.l.m., il Chimborazo è 6310 mt s.l.m., ma grazie alla diversa posizione dei due monti sull’ellisse, distanza dall’equatore o latitudine, il Chimborazo è il monte con la cima più distante dal centro della Terra.
La cima del Chimborazo dista dal centro della terra 2180 mt in più rispetto all’Everest che a sua volta ha la cima più alta di 2.585 m se riferita a livello del mare.
Questo se la terra fosse un ellissoide perfetto e in ogni punto rispettasse la forma ideale ma i satelliti hanno trovato delle deviazioni mappate e riportate nella figura sottostante, tale per cui se le sommiamo per stima, probabilmente il Chimborazo guadagna altri 150 mt.

L’immagine mostra la mappa delle anomalie del geoide terrestre, ossia la differenza in metri tra il geoide reale (modello EGM96) e l’ellissoide di riferimento idealizzato (WGS84).
- Aree rosse: Il geoide si trova al di sopra dell’ellissoide idealizzato, fino a un massimo di +85,4 metri. In queste zone la gravità locale è leggermente superiore alla media a causa di un eccesso di massa nel sottosuolo.
- Aree blu/verdi: Il geoide si trova al di sotto dell’ellissoide, fino a un minimo di -107,0 metri. Qui vi è un difetto di massa profonda.
La mappa è presentata con un orientamento capovolto rispetto alle convenzioni classiche (il Sud si trova nella parte superiore e il Nord in quella inferiore), mettendo in risalto le variazioni gravitazionali oceaniche. La depressione massima di -107 metri corrisponde alla celebre “depressione del geoide dell’Oceano Indiano” (Indian Ocean Geoid Low), l’anomalia gravitazionale più profonda del pianeta.
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