Nel senso che l’interazione con gli altri faccia perdere del tempo, confermo, ma è risaputo che la durata delle riunioni è direttamente proporzionale al numero dei partecipanti elevato al quadrato, a meno che non ci sia alla presidenza una persona intelligente, che sa tutto prima d’entrare e pilota con destrezza le decisioni in genere lasciando poco spazio per le repliche impossibili.
Dopo il terremoto in Emilia sono in affitto, ho partecipato alle riunioni di condominio solo alcune volte per conoscere un po’ di soggetti, ma ci sono solo i proprietari e qualche inquilino, spesso eccessivamente intraprendente. Ho smesso perché nessuno ragiona con una visione globale e quando mi sento rispondere che io voglio solo che le cose vadano come voglio io per i miei comodi, sulle lenti dei miei occhiali appare improvvisamente un mirino.
Quando ti azzardi a mostrare una prodezza su un argomento, come per dire, se su quest’argomento volete sapere qualcosa chiedete pure a me, non lo fanno perché credono che voglia convincerli di qualcosa. Uno dei temi più scottanti riguarda la salute, non importa se hai letto 2000 articoli, il primo imbecille che chiede se sei medico ti inguaia, fino ad un istante prima era un piacere dire cose utili, dopo vorresti non averlo fatto perché non se lo meritano, non ascoltano nemmeno i ragionamenti perché sei pericoloso. Perdi interesse.
Al contrario sul lavoro se ti azzardi a rispondere a gratis a dei quesiti che si ritiene tu sia in grado di fornirli, poi se diventi un esterno, col piffero che ti riconoscono le consulenze volanti, ti dicono “lo sapevamo anche noi”, in questo caso il silenzio non paga anche se contrasta con il tuo obiettivo.
Effettivamente la probabilità di potersi esprimere meno frequentemente diventa introversione, poi che sia intelligenza o no, non lo so, perché una persona devi renderla consapevole di certe cose, poi quando lo è sembra più intelligente.
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