La causa dell’olocausto, e quando si usa questo termine s’intende il genocidio perpetrato dai Nazisti nella seconda guerra mondiale a danno degli ebrei, corrisponde ad un disegno, macabro fin che volete, che partiva da molto lontano i cui primi segni evidenti sono degli annunci strani apparsi in quotidiani USA dalla seconda metà del 1800 nelle riviste giudaiche e all’inizio del ‘900 nei più importanti quotidiani americani, statunitensi e canadesi. Si parlava esattamente di 6 milioni di ebrei che stavano soffrendo o “dovevano” morire nel sud-est dell’Europa. Poi questo è effettivamente successo, ma la domanda è “come facevano a saperlo o prevederlo?” E ancora “Quale scopo aveva la diffusione di questa notizia macabra?”. Dicono che era una profezia ed era il conto da pagare per ottenere la loro terra e creare lo stato di Israele in cui gli ebrei potevano vivere.
Crocifissione
Immagine di copertina contenente la coppia diparole “six million”. In rete si possono trovare molte fonti principalmente fonti ebraiche tra il 1860 e circa ikl 1900 e successivamente anche su quotidiani tra i più noti ed esistenti ancora oggi. Questo documento riporta i termini “six million” sette volte ed una volta la parola “Holocaust“. Segue la traduzione poi valutiamo a posteriori se paiono fuori luogo, premonitrici o semplicemente anticipatrici, ma sarà difficile arrivare a stabilirlo.
THE AMERICA HEBREW – October 31, 1919
La crocifissione degli ebrei deve finire
By MARTIN H. GLYNN
(Former Governor of the States of N.Y.)Dall’altra parte del mare, sei milioni di uomini e donne ci chiedono aiuto, e ottocentomila piccoli bambini gridano per avere pane.
Questi bambini, questi uomini e donne sono nostri compagni membri della famiglia umana, con lo stesso diritto alla vita che abbiamo noi, la stessa suscettibilità al freddo dell’inverno, la stessa propensione alla morte sotto i morsi della fame. In loro risiedono le illimitate possibilità di progresso della razza umana, così come risiederebbero naturalmente in sei milioni di esseri umani. Forse non siamo i loro custodi, ma dovremmo essere i loro aiutanti. Di fronte alla morte, nelle convulsioni della fame, non vi è posto per distinzioni mentali di credo, né posto per differenziazioni fisiche di razza. In questa catastrofe, quando sei milioni di esseri umani vengono trascinati verso la tomba da un destino crudele e implacabile, soltanto i più alti impulsi idealistici della natura umana dovrebbero governare il cuore e muovere la mano.
Sei milioni di uomini e donne stanno morendo per mancanza delle necessità della vita; ottocentomila bambini gridano per avere pane. E questa sorte è caduta su di loro senza alcuna colpa da parte loro, senza alcuna trasgressione delle leggi di Dio o degli uomini, ma a causa dell’orrenda tirannia della guerra e di un fanatico desiderio di sangue ebraico. In questo minacciato olocausto di vite umane, sono dimenticate le sottigliezze delle distinzioni filosofiche, sono dimenticate le differenze delle interpretazioni storiche; e la determinazione di aiutare gli indifesi, di dare rifugio ai senza casa, di vestire gli ignudi e di nutrire gli affamati diventa una religione al cui altare uomini di ogni credo possono adorare e donne di ogni credo possono inginocchiarsi.
In questa calamità, le cose temporali create dall’uomo svaniscono davanti alle verità eterne della vita, e ci risvegliamo al fatto che dalle mani di un solo Dio tutti proveniamo e davanti al tribunale di un solo Dio tutti dovremo comparire nel giorno del giudizio finale. E quando quel giudizio arriverà, la mera professione delle labbra non avrà il peso di un soldo; ma le azioni, le semplici e impalpabili azioni, le azioni che asciugano la lacrima del dolore e alleviano la pena dell’angoscia, le azioni che, con lo spirito del Buon Samaritano, versano olio e vino sulle ferite e trovano sostentamento e rifugio per i sofferenti e gli afflitti, tutte queste conteranno più di tutte le stelle nei cieli, di tutte le acque nei mari, di tutte le rocce e i metalli in tutti i globi celesti che ruotano nel firmamento intorno a noi.
La razza è una questione di accidente; il credo, in parte una questione di eredità, in parte una questione di ambiente, in parte una questione del proprio modo di ragionare; ma i nostri bisogni fisici e le nostre necessità corporali sono stati impiantati in tutti noi dalla mano di Dio, e l’uomo o la donna che può e non vuole ascoltare il grido dell’affamato; che può e non vuole prestare attenzione al lamento del morente; che può e non vuole tendere una mano soccorritrice a coloro che affondano sotto le onde dell’avversità, è un assassino dei più nobili istinti della natura, un traditore della causa della famiglia umana e un rinnegatore della legge naturale scritta sulle tavole di ogni cuore umano dal dito di Dio stesso.
E così, nello spirito che trasformò l’offerta votiva di rame della povera vedova in argento, e l’argento in oro quando fu posto sull’altare di Dio, il popolo di questo paese è chiamato a santificare il proprio denaro donando 35.000.000 di dollari, nel nome dell’umanità di Mosè, a sei milioni di uomini e donne affamati.
Sei milioni di uomini e donne stanno morendo; ottocentomila piccoli bambini gridano per avere pane.
E perché?
Perché a causa di una guerra volta a gettare l’Autocrazia nella polvere e a dare alla Democrazia lo scettro del Giusto.
E in quella guerra per la democrazia, 200.000 giovani ebrei degli Stati Uniti combatterono sotto le Stelle e Strisce. Nella sola 77ª Divisione ve ne erano 14.000, e nella foresta delle Argonne questa divisione catturò 54 cannoni tedeschi.Questo dimostra che nelle Argonne i ragazzi ebrei degli Stati Uniti combatterono per la democrazia come Giosuè combatté contro gli Amaleciti nelle pianure di Abramo.
In un discorso sul cosiddetto «Battaglione Perduto», guidato dal colonnello Whittlesey di Pittsfield, il maggior generale Alexander mostrò di quale pasta fossero fatti questi ragazzi ebrei. In un modo o nell’altro, il comando di Whittlesey fu circondato. Avevano poche razioni. Cercarono di far giungere notizie nelle retrovie per comunicare la loro situazione. Ci provarono e ci riprovarono, ma i loro uomini non riuscivano a passare.
Paralisi, stordimento e disperazione erano nell’aria.
E quando l’ora fu più buia e tutto sembrava perduto, un giovane soldato si fece avanti e disse al colonnello Whittlesey: «Cercherò di passare.»
Ci provò; fu ferito; dovette strisciare e avanzare carponi, ma riuscì a passare.
Oggi porta la Distinguished Service Cross e il suo nome è ABRAHAM ROTOSHINSKY.A causa di questa guerra per la Democrazia, sei milioni di uomini e donne ebrei stanno morendo di fame oltre il mare; ottocentomila bambini ebrei gridano per avere pane.
Il testo contiene sette volte il termine “sei milioni” riferito a ebrei che in Europa dell’est stanno soffrendo e che necessitano di aiuti. Se guardiamo nelle riviste giudaiche di 50 anni prima, erano sempre sei milioni come se la popolazione ebraica in quella parte del mondo avesse una crescita demografica pari a zero. Oppure l’eccedenza migrava in America usando parte degli aiuti ricevuti(?) grazie agli appelli lanciati da riviste e giornali in America, altrimenti rimarrebbe da pensare che fossero vittime della natura, leggi, malaffare…
Il testo del 1919 a un certo punto dice: “In questo minacciato olocausto di vite umane…”
Per il dizionario la parola olocausto significa:
“Nelle antiche religioni greca ed ebraica, il sacrificio alla divinità, in cui la vittima veniva interamente arsa; termine oggi ripreso per ricordare la sorte degli Ebrei europei vittime del genocidio nazista (ma in tal senso è preferito il termine shoah) e, nella pubblicistica, per indicare l’eventuale sorte dell’umanità in caso di una guerra nucleare.”
Non è chiaramente una previsione, ma sembra perfino che vogliano dire: “Si guarda, sei milioni di ebrei stanno soffrendo pesantemente per la povertà in cui l’oppressione li ha ridotti, rischiano un olocausto, ma se inviate denaro li salviamo.” Capisco ciò è insufficiente per rispondere alle mie domande e mi viene in aiuto una conferenza tenuta da Mauro Biglino.
Biglino
Ora vi cito le parole (trascrizione e adattamento di un video) di un autore italiano abbastanza noto per le sue pubblicazioni su ciò che ha scoperto (ma era sotto gli occhi di tutti) sulla bibbia, Mauro Biglino1, e ciò che disse in occasione di un evento organizzato:
Quando Gesù diceva «la verità vi rende liberi», non intendeva ciò che gli viene attribuito, sapete, perché se c’è una cosa che rende schiavi è proprio la verità. Guardate tutti quelli che sono convinti di avere una verità: sono schiavi di quella verità, non sono più liberi neppure di provare a pensare diversamente. C’è la verità filosofica, ben diversa da quella teologica, ma ciò che rende veramente liberi è il dubbio. Ed è per questo che chi governa non vuole mai che noi si abbiano dei dubbi. Perché, se abbiamo dei dubbi, poniamo delle domande, così come io adesso porrò alcune domande (stando bene attento a ciò che dico, per non finire in tribunale). Più volte ho detto, nelle conferenze, che il discorso dei 6 milioni di ebrei morti nella Shoah era conosciuto dalla seconda metà dell’Ottocento ed era già scritto nelle riviste giudaiche della seconda metà dell’Ottocento. Era anche scritto all’inizio del Novecento nei più importanti quotidiani americani e canadesi, dove si parlava esattamente di 6 milioni di ebrei che stavano morendo o «dovevano» morire nel sud-est dell’Europa.
Ora, io non sto mettendo in discussione la Shoah: sto solo ponendo delle domande, che forse sono più pesanti ancora. Perché, sapete, che siano 6 milioni, 5 milioni oppure 600.000, cosa cambia? Voglio dire: se c’è un crimine, quello rimane. Il problema è stabilire chi l’ha veramente voluta, la Shoah: chi l’ha decisa, chi l’ha programmata. Perché sono sempre 6 milioni di ebrei? Ad esempio, il New York Times nel 1919 e poi nel 1920 scrive: «In Ucraina, 6 milioni di ebrei sono in pericolo». E poi: «Sei milioni di ebrei in Ucraina e in Polonia hanno ricevuto la notizia che stanno per essere completamente sterminati». Ma nel 1919 Hitler aveva appena finito di fare la staffetta nella Prima guerra mondiale. Nel 1915 leggiamo: «Sei milioni di ebrei in Russia sono perseguitati, cacciati, umiliati, torturati, fatti morire di fame a migliaia, massacrati e oltraggiati, depredati».
Dalla metà dell’Ottocento fino alla fine della Seconda guerra mondiale sono sempre 6 milioni di ebrei. Un popolo che viene massacrato diminuisce di numero: noi conosciamo la storia dei nativi americani, sterminati dai cristiani spagnoli in nome dell’amore di Cristo. La stessa storia: perseguitati, cacciati, umiliati, torturati, fatti morire di fame, massacrati, oltraggiati, depredati.
Cioè: se togliamo «ebrei» e ci scriviamo «nativi americani» è esattamente la stessa roba. Solo che sono passati da 80 milioni a 10. E i soli abitanti del Messico sono passati da 20 milioni a 2. Gli ebrei, invece, rimangono sempre 6 milioni, per 70 anni.
Sempre 6 milioni: uno ha diritto di farsi una domanda? Ecco, in rete mi è stato sempre detto pubblicamente che io non ho il diritto di coltivare questa curiosità. Non ne ho il diritto, perché è una curiosità che non deve essere coltivata.
Io collaboro con una persona (di cui per ora non faccio il nome, per prudenza) che è laureata in legge e che, in questo momento, sta esaminando circa 5.000 documenti del secolo scorso.Vengono fuori siti ebraici di rabbini dove c’è scritto che è già presente nella Bibbia il fatto che 6 milioni di ebrei dovessero morire per consentire agli ebrei di tornare in Israele. Ed è presente proprio dove si parla del ritorno degli ebrei. Per esempio, nel sito di Solomon Cohen, «La nostra agenda giudaica», c’è scritto che «è proprio a causa di questa profezia che noi abbiamo anticipato che 6 milioni della nostra gente devono morire prima che a noi sia permesso di tornare in Israele».
Questa roba qui è scritta nel New York Times del 6 novembre 1900, quando Hitler aveva da poco finito di succhiare il latte. Quindi, ripeto: non sto negando la Shoah. Non posso certo essere messo sotto processo per negazionismo. Le fonti scrivono che, nel Levitico, alla parola che significa «ritornerete» manca una lettera, la «vav», che ha valore numerico 6. E dicono che, siccome manca questa lettera, significa che 6 milioni di ebrei non potranno tornare in Israele.
Ora, io non sto dicendo che questa sia una profezia vera (nella Bibbia le profezie sono costruite ex post). Ma loro scrivono che 6 milioni devono morire prima che agli ebrei sia concesso di ritornare. E dicono, in base al conteggio numerico ghematrico, che addirittura la Bibbia contiene la data del ritorno in Israele, il 1948, dopo che saranno morti 6 milioni di ebrei.
Questa cosa la fanno addirittura risalire al Sefer ha-Zohar, cioè il Libro dello Splendore, che è uno dei testi fondamentali della Cabala ebraica, scritto nel XIII secolo. Un testo molto discusso: per alcuni è una vera cialtroneria, per altri invece contiene antica saggezza.Comunque, lì c’è scritto che l’assenza di quella famosa «vav» nel Levitico indicherebbe che, prima che gli ebrei possano tornare, ne devono morire, scomparire, 6 milioni. Lo scrivono anche nei loro siti.
Benjamin Netanyahu, nella Rivista del Mondo Giudaico, avverte Putin che l’Iran vuole uccidere 6 milioni di ebrei2. La giornalista e intellettuale ebrea Elena Loewenthal, due anni fa, ha scritto sulla Stampa: «Finalmente gli ebrei di Israele hanno di nuovo superato i 6 milioni».
Allora mi dico: uno ha il diritto di porsi delle domande e di coltivare delle curiosità, anche se so bene che le risposte a certe domande possono essere estremamente pesanti.Perché vuol dire capire chi è che, sulla base di questa profezia, vera o presunta che sia — peggio ancora se è presunta, perché vorrebbe dire che la si è costruita appositamente — ha deciso che, prima ancora che Hitler nascesse, 6 milioni di ebrei comunque dovevano morire.
Sono domande alle quali devono rispondere gli storici, certo non io. Però queste cose ci possono aiutare a capire in che mondo viviamo, se 6 milioni di ebrei morti erano il «passaporto» per Israele: un passaporto che sarebbe stato previsto già dalla Bibbia, addirittura; oppure, se la Bibbia non l’ha previsto, si sarebbe fatto in modo di farlo prevedere alla Bibbia.Chi e perché? Questo ce lo devono spiegare loro: io mi limito a leggere le loro fonti.
Non so se questa «profezia» sia vera oppure no, ma se non è vera è ancora più grave, perché vorrebbe dire che si è inventata una cosa per metterne in piedi una drammatica.
È così, dunque, o sono io che faccio ragionamenti da mentecatto? Diciamo che faccio ragionamenti in libertà su argomenti di cui non dovrei parlare.
Capite allora che, di fronte a certi discorsi, bisogna veramente avere la mente molto aperta e avere la voglia di porsi delle domande.(Mauro Biglino, dichirazioni rilasciate nell’ambito della conferenza pubblica tenuta a Reggio Emilia il 20 giugno 2018
Ringraziamo Nicole Ciccolo, Nicola Giangrasso e la casa editrice Uno editori
Biglino in pratica condivide, con dati alla mano, quello che chiunque può rintracciare facendo ricerche personali e ricostruire il ragionamento comprese le domande senza risposta. Non mi accontento solo delle parole di Biglino, voglio metterci il naso.
Che valore ha il “6”.
Il numero 6 è considerato un numero perfetto nella cultura ebraica, poiché rappresenta la creazione del mondo in 6 giorni.
– Numero Sei nella Creazione: il mondo fu creato in 6 giorni e il settimo Dio riposò
– I Sei nella tradizione ebraica: 6 direzioni nello spazio, 6 comandamenti nella Shabbat, le 6 ali dei serafini,
– Numero sei nella Kabbalah: Nella Kabbalah, una tradizione mistica ebraica, il numero sei è associato alla sefira “Tiferet”, che significa “bellezza” o “splendore”.
– Numero sei nella vita quotidiana. 6 giorni di lavoro, 6 sensi, 6 facce di un dado (banalità)
– Conclusione: il numero sei come simbolo di equilibrio e perfezione
Libreria del CONGRESSO
Nel sito della Libreria del Congresso3, che riporta in diversi formati tutte le pubblicazioni U.S. dalla fine del 1700 ad oggi, ho impostato diverse ricerche con delle parole chiave. Le parole chiave sono “six million“, jewish, holocaust e Israel.
Quello che segue è un risultato tipo per “six million” tra i newspaper e nell’ultima colonna i dati di un solo decennio, il periodo 1940-1949 che intuitivamente dovrebbe essere quello con la maggiore presenza di certe parole chiave nei quotidiani, ma non è così.
| Macroperiodi DATE | Decenni dal 1900 al 1999 | Microperiodi dal 1940 al 1949 |
|---|---|---|
| 2000 to 2027 → 482 1900 to 1999 → 51,236 → 1800 to 1899 → 46,063 1700 to 1799 → 42 1600 to 1699 → 3 1500 to 1599 → 3 1400 to 1499 → 2 1300 to 1399 → 2 1200 to 1299 → 2 1100 to 1199 → 2 1000 to 1099 → 2 | 1990 to 1999 → 170 1980 to 1989 → 129 1970 to 1979 → 113 1960 to 1969 → 709 1950 to 1959 → 1,917 1940 to 1949 → 2,995 → 1930 to 1939 → 3,629 1920 to 1929 → 9,128 1910 to 1919 → 17,475 1900 to 1909 → 15,725 | 1949 → 315 1948 → 292 1947 → 357 1946 → 411 1945 → 500 1944 → 386 1943 → 464 1942 → 483 1941 → 450 1940 → 349 |
| Totale: 97.839 | Totale: 51.236 | Totale: 2.995 |
Considerando che una sfliza di numeri parziali non sono in grado di visualizzare a colpo d’occhio l’andamento del fenomeno che si vuole comprendere, si è proceduto alla ricerca di 4 parole chiave nei newspaper e poi replicando la ricerca in tutta la Libreria del Congresso.
Anticipiamo che oltre alla ricerca sono stati copiati manualmente il numero di volte che appariva la chiave di ricerca per ogni anno per un totale di 1560 valori con i quali è stato ottenuto il grafico.

Nella tabella sopra citata notiamo un crollo del termine “six million” nel decennio successivo alla WWW2, e fa pensare che l’obiettivo desiderato fosse stato raggiunto, infatti, nel 1948 gli ebrei (a dire il vero i sionisti) ottennero in Palestina un territorio che chiamarono Israele, un nuovo stato nazionale. Non senza una campagna di terrorismo nonostante il forte impatto che la campagna sionista riuscì a mettere in piedi anche tramite pubblicazioni tendenti al ricatto morale nei confronti di tutto l’occidente in seguito all’olocausto. Ma se si pensa che le “46.063” presenza di “six million” nelle pubblicazioni periodiche è avvenuta principalmente dal 1860 al 1899 per effetto del proto-sionismo nato nel 1860. La presenza di “six million” ha avuto per 60 anni il compito di creare un’idea diffusa e coerente con il desiderio di sottrarsi all’olocausto, o di sfruttarlo dipende dai punti di vista, e ai sacrifici da sopportare nei paesi a loro ostili in Europa dell’Est. Fino a che nel 1920 il Regno Unito decise, in pieno stile colonialista, che gli ebrei avrebbero avuto un loro territorio in Palestina e un certo Lionel Rothschild, banchiere britannico ebreo e sionista a mettere a disposizione dei territori in Palestina per costituire un “focolare nazionale”. Perciò dal 1920 e nonostante un credibile incremento della stampa, per un ventennio quasi si placò perché i fatti dimostravano che il sionismo era diventato un salvagente e l'”holocaust” si allontanava. Inoltre se facessimo una proporzione tra il numero di presenze di “six million” nelle pubblicazioni dal 1920 in avanti, cala, nonostante che la rivoluzione industriale abbia favorito una crescita esponenziale anche dell’editoria e giornalismo.
Occorrenze della parola chiave “six million” nelle pubblicazioni per luoghi e le lingue più usate per il periodo che va dal 1000 al 2027:
| “six million” n° presenze nelle Location DATA 1000 → 2027 | “six million” n° presenze nelle Lingue DATA 1000 → 2027 |
|---|---|
| United States → 91,016 Washington → 8,197 District of Columbia → 6,724 Washington D.C. → 6,292 New York → 5,285 New York City → 4,749 New York County → 4,320 Ohio → 4,306 Virginia → 4,263 Richmond → 2,812 | English → 97,279 French → 865 Spanish → 843 German → 575 Danish → 154 Hawaiian → 123 Yiddish → 63 Italian → 26 Croatian → 25 Choctaw → 23 |
| Totale: 137.964 |
Da notare che la lingua Yiddish prima della WWW2 veniva parlata in prevalenza in Polonia, Lituania, Ucraina Bielorussia. In modo nativo veniva parlato da ~750.000 su un totale di ~1,75 milioni di ebrei. Oggi è lingua quotidiana di alcune comunità ultra-ortodosse ashkenazite o gruppi chiusi a Brooklyn, Israele, Anversa, Londra, Montreal.
Il fatto che il totale delle pubblicazioni abbia ~40.000 presenze in più delle pubblicazioni, dipende dal fatto che una pubblicazione poteva avvenire in più luoghi contemporaneamente.
C’è un detto che ritiene la lobby sionista in grado di controllare il mondo, ma non se la prendono, anzi, il quotidiano di Tel Aviv Jerusalem Post ha stilato una classifica sugli ebrei più influenti del mondo. Hanno raggiunto posizioni di vertice nella finanza, film, stampa, canali TV, internet. Sono note le frasi di alcuni attori, ne cito una «Hollywood è guidata dagli ebrei».- Questo disse l’attore Marlon Brando (1924-2004) durante il Larry King Live, andato in onda il 5 aprile 1996.
Per questa ragione, di cui c’è un ampio resoconto su “Chi controlla Hollywood e i mass media negli USA?“4, sono convinto che data l’estrema abilità manipolatoria da sempre dimostrata dagli ebrei sionisti, ogni evento teso a provocare lo sterminio possa essere in larga parte a loro stessi addebitato.
Gli ebrei per essere certi che il loro progetto abbia successo, nel 1933 hanno perfino dichiarato guerra economica contro la Germania5 , probabilmente ad acuire la situazione ci si mise anche l’accordo Havaara6 avvenuto nel medesimo anno che impediva agli ebrei di tornare in Palestina a meno che non avessero ceduto i loro beni alla Germania.
- https://www.maurobiglino.com/ ↩︎
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-05-09/netanyahu-meets-putin-as-russia-debates-deal-for-syrian-missiles ↩︎
- https://www.loc.gov/ ↩︎
- https://senzatempo.org/index.php/2020/09/04/2220/chi-controlla-hollywood-e-i-mass-media-negli-usa/ ↩︎
- https://www.altreinfo.org/una-storia-diversa/25194/nel-1933-lebraismo-internazionale-dichiara-guerra-alla-germania-di-hitler-e-boicotta-leconomia-tedesca-paolo-germani/ ↩︎
- https://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=55b9dffc7d910 ↩︎
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