Come confutare la “Paleo dieta”?

Una delle tante diete inventate e che sicuramente qualche migliaio di anni fa era l’unica fattibile, è la “paleo dieta”. Oggi invece il cibo cresce sugli scaffali dei supermercati.
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La carne di oggi non ha la stessa gamma di grassi che aveva qualche migliaio di anni fa; gli omega 3 bisogna andarli a cercare nel pesce e, se va bene, non d’allevamento.

La frutta, allora tutta selvatica, veniva consumata come spuntino ed era interamente “super-bio”, così come le verdure a km zero, con un valore nutrizionale molto più elevato. Delle mele selvatiche si mangiava tutto, buccia e semi; noi oggi togliamo la buccia per paura dei trattamenti, ma così facendo scartiamo anche la pectina. I semi contengono la B17, considerata un antitumorale naturale; è vero che sono presenti anche componenti tossici, ma se assunti insieme alla mela e in quantità limitata non comportano ripercussioni.

Seguire oggi una paleo-dieta può creare problemi, perché i cibi necessari per un’alimentazione pressoché completa, basata su pochi ingredienti, non si trovano più. Senza considerare che l’uomo della paleo-dieta nasceva con quel tipo di alimentazione e costruiva su di essa la propria flora batterica intestinale; oggi, ammesso e concesso di riuscire a reperire gli stessi alimenti, sarebbe comunque necessario un lungo periodo di ricondizionamento intestinale, che richiederebbe mesi.

Non oso pensare alla differenza tra il sistema immunitario dell’uomo della paleo-dieta e quello di un uomo moderno che tenta di replicarla.

Le persone che oggi abitano in luoghi dai quali è possibile attingere cibo realmente “paleo”, sparo una cifra a caso, saranno forse lo 0,000001% della popolazione.

La paleo-dieta è quindi facilmente confutabile senza scomodare la scienza, ma semplicemente usando un po’ di buon senso.

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