Regole aggiuntive per il Pedaggio Autostradale

Pedaggio autostradale
Pedaggio autostradale
I pedaggi se opportunamente modulati, potrebbero eliminare gli autovelox il cui scopo non è affatto educativo ma persecutorio.
4–6 minuti

Questa proposta ha l’obiettivo principale di moderare la velocità dei veicoli ammessi in autostrada modificando il pedaggio da pagare in funzione d’altri due parametri, velocità media da casello a casello e traffico rilevato nello stesso tratto.

La velocità media da casello a casello è facile calcolarla, perché all’entrata in autostrada sul biglietto autostradale, o telepass, è marcato il casello, la porta d’entrata e ora, idem all’uscita. La distanza tra un casello e l’altro è conosciuta ed anche le velocità consentite nei singoli tratti, quindi, il tempo da impiegare alla velocità media consentita è uno soltanto e sarà confrontato con il biglietto del viaggiatore.

Il secondo parametro che prendo in esame è il traffico medio certo rilevato dal gestore dell’autostrada nel tratto percorso dal viaggiatore. Tale verifica si rende necessaria per stabilire l’effettiva pericolosità di guida in presenza di forte traffico specialmente in presenza di colonne su tutte le corsie. 
Questo parametro sarà applicato solo nei tratti autostradali muniti di pannelli segnalatori del tempo d’arrivo stimato per giungere ad una determinata uscita.

Facciamo l’esempio con un percorso la cui media consentita permetterebbe di concluderlo nel tempo di 1h, ma arrivo in 48 min, in più a causa del forte traffico il tempo stimato dovrebbe essere di circa 1h 20m.

A – Rispetto alla tabella di marcia standard, ho impiegato il 20% di tempo in meno.

B – Rispetto al tempo stimato in base la traffico, ho impiegato il 40% di tempo in meno.

C – Quanto a lungo si è tenuta una condotta potenzialmente pericolosa, +1% per ogni km esistente da casello a casello.

Al parametro A do’ un bonus iniziale del 5% e diventa 15%
Al parametro B do’ un bonus iniziale del 10% e diventa 30%.
Al parametro C do’ un bonus iniziale di 20 km.

Tra i due parametri quello che risulta più alto è il B che vale 30%, poi se ho fatto 250 km avrò un +230% ulteriore facendo in totale +260% e sarà quello che c’è da pagare in più al casello d’uscita.Perciò nell’ipotesi in cui il tuo pedaggio sia di 35,00 Euro, con gli extra pagherai 126,00 Euro.

D’altronde impiegare il 40% di tempo in meno rispetto alla media di tutti gli altri automobilisti, significa darsi da fare in un classico che tutti conosciamo, lampeggiare su chi ti precede, avvicinarsi a loro andando quasi a contatto, fare sorpassi a destra se non impegnare in alcune occasioni anche la corsia d’emergenza. Comportamenti di questo genere non è difficile desumerli dal tempo impiegato a fronte di un certo traffico rilevato nel tratto affrontato dall’automobilista in uscita.

A tutti gli automobilisti che avranno percorso il loro tratto km nei tempi consentiti, sarà fatto uno sconto del 3% sul pedaggio.

Le società che gestiscono le autostrade, non forniranno mai alla Polizia di Stato i dati degli utenti, che hanno effettuato tratte da casello a casello sotto il tempo medio consentito per la detrazione dei punti o comminare una sanzione adeguata, ma verserà alla stessa un importo pari al 90% dell’extra che ha incassato.
Le società che gestiscono la rete autostradale, dovranno altresì segnalare alle forze di Polizia il verificarsi con una certa frequenza di tempi di percorrenza eccezionalmente brevi, in modo che possano intensificare i controlli nei tratti più a rischio. La Polizia di Stato avrebbe anche più risorse per controlli e pattugliamenti e la mia soluzione mi sembra quasi l’uovo di Colombo. Perché non proibisce, ma devi pagare e nessuno

È vero che qualcuno può fermarsi in un autogrill, e ripartire dopo un po’ per rientrare nella media, ma è sempre meglio un guidatore che si riposa, specie se va forte di uno che sta imperterrito per tre ore a oltre 180 km/h, non dimentichiamo che gli autovelox vecchi e nuovi non andrebbero in disuso, però consiglierei d’attivarli solo quando il traffico non consentirebbe assolutamente di superare i limiti stabiliti dal Codice Stradale, in assenza di traffico o quando è molto limitato e con bel tempo non hanno senso.

Anzi, quando piove, la velocità limite dipende principalmente dal tipo di pneumatico che hai e da quanti mm di battistrada rimangono, perciò i limiti potrebbero essere di molto inferiori a quelli consentiti.

Penso che tutto ciò possa essere considerato come una via da usare per evitare la persecuzione dell’automobilista, ma perseguire esclusivamente i comportamenti ritenuti pericolosi da un mix di parametri. Ad esempio con strada buona, bel tempo, traffico scarso, condizioni psicofisiche perfette, auto sportiva in condizioni perfette, con una tenuta di strada molto migliore rispetto ad una utilitaria, non vedo ragioni per cui non possa fare un po’ di km a velocità superiore a quella dei limiti attuali?

La definizione di pericoloso non può essere definita solo ad un numero, 130, ha numerose sfumature che opportuni sistemi di rilevamento possono identificare, liberando risorse della Polizia Stradale dove non servono. Poi i parametri che ho proposto ai punti A e B sono indicativi, giusto per far capire il senso di ciò che si propone.

Parallelamente mentre si va a scuola guida, introdurrei un po’ di teoria su cosa determina la sicurezza alla guida, con numerosi esempi dei principali errori che si fanno, come evitarli, ma anche come relazionarsi con le forze di sicurezza che ti fermano. Quest’ultima parte può essere facilmente condotta, in alternativa, dalla Polizia Stradale, Polizia Urbana e Carabinieri che possono intervenire se si rendono conto che ci sono molte carenze da parte degli automobilisti.


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