Riassunto della trascrizione di un video di Nicolai Lilin delle 12:00 di oggi.

https://youtu.be/s32X1H4mvHg
Ciao cari amici, possiamo dire che è iniziata la guerra seria e vasta in tutto il Medio Oriente. Dopo i bombardamenti di Israele e degli Stati Uniti d’America contro l’Iran, quest’ultimo ha risposto pesantemente.
Non c’è paragone con i bombardamenti della guerra passata, quando l’Iran cercava di misurare le proprie risposte, lanciando missili anche vecchi, talvolta senza testate da combattimento, quasi solo per intimorire gli avversari. Ora tutto questo è stato messo da parte: la guerra è diventata seria e l’escalation molto grave.
Inoltre, gli Houthi yemeniti hanno già iniziato a bombardare Israele e hanno affermato che attaccheranno anche le navi nel Mar Rosso. Nei prossimi giorni sentiremo probabilmente notizie su queste operazioni contro navi legate a Israele o agli Stati Uniti.
La risposta dell’Iran è stata pesante. Ha lanciato un bombardamento congiunto usando la strategia elaborata dai russi, lanciando droni pesanti insieme a missili balistici per sovraccaricare i sistemi di difesa aerea. Israele è stato colpito: il sistema Iron Dome non è riuscito a intercettare tutti i missili e droni. Diversi obiettivi sono stati colpiti, come confermano video da Tel Aviv e Haifa.
I sistemi di difesa aerea abbattono solo parte dei missili, e anche le navi statunitensi e i sistemi Patriot dislocati in paesi vicini, come la Giordania, aiutano nella difesa. In Giordania due missili iraniani sono stati abbattuti, uno è caduto vicino ad Amman e un altro ha distrutto un sistema Patriot. Questo dimostra che l’Iran era preparato, probabilmente grazie a informazioni fornite dai satelliti cinesi.
I cinesi collaborano con l’Iran fornendo informazioni via satelliti spia. Grazie a queste, l’Iran ha potuto sovraccaricare il sistema di difesa israeliano e colpire obiettivi chiave non solo in Israele, ma anche in basi statunitensi nel Golfo.
Alcuni esempi:
- Qatar: dieci esplosioni, tre missili abbattuti, sette hanno colpito la base statunitense di Al Udeid distruggendo un importante radar
- Bahrain: colpita la Naval Support Activity Bahrain a Manama, base militare rilevante per le operazioni USA nel Golfo Persico.
- Emirati Arabi Uniti: base aerea di Al Dafra a circa 30 km da Dubai, dove si trovano circa 5.000 militari americani, è stata bombardata.
Queste basi sono fondamentali per la logistica e il comando delle operazioni statunitensi in Medio Oriente, incluse missioni navali, controllo del traffico petrolifero e trasferimento di personale e mezzi. Anche l’aeroporto militare di Muharraq è stato colpito, così come altre strutture strategiche iraniane, tra cui Chabahar, nodo cruciale per lo stretto di Hormuz e per il transito verso Asia centrale, Cina e Afghanistan.
Questa escalation evidenzia anche il ruolo del nuovo leader siriano, che ha permesso alle forze statunitensi e israeliane di operare liberamente sul suo territorio, confermando che Israele e Stati Uniti sostengono gruppi islamisti per interessi geopolitici.
In sintesi, la guerra in Medio Oriente rischia di avere un impatto più grave sul piano globale rispetto al conflitto in Ucraina, soprattutto per il mercato energetico. Il prezzo del petrolio è già salito oltre i 73$ al barile e potrebbe raggiungere 300$ in caso di blocco dello stretto di Hormuz, con gravi ripercussioni economiche in Europa e negli Stati Uniti.
Cari amici, questa è la situazione attuale. Vi invito a informarvi in maniera obiettiva e coerente. Sul mio canale privato Telegram condivido notizie spesso censurate o strumentalizzate dal mainstream occidentale. Il link per l’abbonamento è nella descrizione del video.
Vi mando un forte abbraccio fraterno e vi voglio bene.
Video da cui è stato ricavato il riassunto: https://youtu.be/s32X1H4mvHg
Data pubblicazione video: 28 febbraio 2026 ore 12:00
Questo è il sunto, uno dei primi apparsi in rete, su quanto successo oggi all’alba, ore 8:00 di Gerusalemme.
La base statunitense di Manama, Bahrain
La base statunitense di Manama, Bahrain, è un nodo strategico fondamentale nel Golfo Persico. Storicamente era una base britannica; dopo l’indipendenza del Bahrain nel 1971 è passata sotto il controllo degli Stati Uniti, diventando un punto d’appoggio per la presenza militare americana nella regione.
Oggi ospita il comando centrale della Quinta Flotta USA, responsabile di tutte le operazioni navali nel Golfo Persico, nel Mar Arabico e nelle acque adiacenti. La base coordina il pattugliamento dello stretto di Hormuz, garantisce la sicurezza delle petroliere e supporta le missioni militari e logistiche di USA e alleati.
La sua posizione su un’isola piccola e densamente urbanizzata la rende particolarmente vulnerabile ma anche strategicamente insostituibile, permettendo di controllare rotte navali, aeree e militari e servendo come hub per trasferimento di personale, mezzi e forniture nella regione.
In sintesi: la NSA Bahrain è un punto chiave per il comando, la logistica e il controllo operativo statunitense nel Medio Oriente, con rilevanza storica e strategica pari a un avamposto centrale in un teatro di conflitto globale.
La base Al Dhafra Air Base
La Al Dhafra Air Base, situata a circa 30 km a sud di Abu Dhabi, è una struttura militare chiave per gli Stati Uniti nel Medio Oriente, anche se ufficialmente sotto giurisdizione degli Emirati Arabi Uniti. Ospita circa 5.000 militari americani, inclusi aerei da combattimento F-35 e droni di ricognizione come l’MQ-4C Triton.
La base funge da hub strategico per operazioni aeree, logistica e intelligence, supportando missioni nel Golfo Persico e oltre, inclusi pattugliamenti, supporto a terra e rifornimenti per le operazioni USA nella regione. La sua posizione e le piste multiple la rendono fondamentale per proiezione di forza e controllo dei cieli regionali.
In sintesi: Al Dhafra è un centro operativo e logistico essenziale per la presenza militare statunitense nella regione, critico per sorveglianza, difesa e supporto alle operazioni nel Medio Oriente.
Basi statunitensi e occidentali colpite
Ecco, sulla base delle segnalazioni più recenti e delle informazioni disponibili in questo contesto di escalation (Febbraio – Marzo 2026), una lista delle basi militari occidentali e alleate che sono risultate colpite o fortemente prese di mira nei raid di ritorsione di Iran dopo l’operazione congiunta di USA e Israele:
- Naval Support Activity Bahrain – sede del Quinto Stormo Navale USA (U.S. Fifth Fleet) a Manama, colpita da missili balistici iraniani, con esplosioni visibili e danni segnalati alle strutture di servizio.
- Al Udeid Air Base in Qatar– grande base aerea statunitense e centro operativo del Comando Centrale USA (CENTCOM), presa di mira da missili iraniani.
- Ali Al‑Salem Air Base – base aerea americana in Kuwait segnalata come obiettivo di attacchi; secondo alcune fonti missili sarebbero stati intercettati o diretti verso questa struttura.
- Al Dhafra Air Base – base aerea in UAE con presenza USA e alleata, tra quelle indicate come colpite o sotto attacco iraniano.
- Muwaffaq Salti Air Base – base aerea jordaniana ospitante forze occidentali e Usa, segnalata come uno dei possibili bersagli intercettati durante la ritorsione iraniana.
- U.S. military base, Erbil – installazione statunitense nella regione autonoma del Kurdistan iracheno riportata nei resoconti come presa di mira nei raid iraniani.
- Da confermare se una settima base USA è stata colpita in Iraq.
Quale influenza ha quest’attacco?
L’aggressione USA/Israele contro l’Iran può avere ripercussioni economiche globali ed attrarre altri attori nel conflitto.
Ci potrà essere una fondamentale riduzione del commercio o suo rallentamento, ma un sostanziale calo nella disponibilità di petrolio a causa del fatto che prima ancora che inizi il conflitto un terzo della flotta di navi statunitensi, è entrata nel Golfo Persico e subito dopo gli iraniani hanno bloccato lo stretto di Hormutz attraverso il quale passa il 75% del petrolio mondiale, ad esempio quello che noi compriamo dal Kuwait. Ovviamente non si ha idea su quanto durino le scorte di carburante in occidente o quanto tempo passa prima che siano prese drastiche decisioni come successe negli nel 1973 con il blocco della circolazione dei veicoli nei fine settimana e poi a targhe alterne. Se dobbiamo dare un giudizio alla mossa USA di entrare con un terzo della flotta nel Golfo Persico, diremmo che si sono comportati come il topo che cerca di andare a magiare il formaggino dentro la trappola. In quella posizione gli USA sono esclusivamente un bersaglio ed anche molto facile da colpire o affondare. L’Iran di oggi non è quello di 50 anni fa, ma i politici USA e israeliani si comportano come fossero, permettetemi il termine “scemi” nonostante abbiamo avuto pareri unanimi dai loro esperti militari che non è affatto conveniente un attacco all’Iran. Quindi, ragazzi, comprenderete che il motore del conflitto è il “controllante” Israele.
In apparenza solo la Cina potrà compensare con più petrolio e Gas russo, ma nello stesso tempo non può accettare che un suo partner importante rischi di finire nelle mani occidentali, per cui, forse sarà uno dei primi a partecipare con operazioni militari che vanno oltre il supporto tecnico, anche per validare le loro numerose tecnologie militari sviluppate negli ultimi anni mentre gli USA ci riflettono su a causa di budget ristretti.
E questa volta non sembra una guerra breve, sembra che finirà quando lo decide l’Iran affinché siano rimosse le cause dei continui conflitti in Medio Oriente, cioè il “piccolo satana”.
“Se gli Houti affondano nel Mar Rosso una sola nave USA o israeliana, per il mondo islamico è un chiaro segnale che Allah è dalla loro parte e tutti vorranno partecipare o contribuire in un qualche modo alla lotta contro il “satana”, compreso le Filippine.” Questo è quanto afferma lo storico Marcio Enrico de Graya.
Prima di salutarvi a mia volta, voglio sottoporre alla vostra attenzione questo video breve che racconta una verità assoluta e dimostra chi è lo stato canaglia e quanto sia gravemente CANAGLIA.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.