C’è ancora qualcuno nell’epoca dell’homo Sapiens sapiens che necessita di logica aggiuntiva per comprendere che, dati tecnici alla mano, con tutti gli stadi di cui erano composti i missili delle varie missioni Apollo, e tutto il loro carburante, che da qualche parte saranno andati, giusto?
Altrimenti sarebbe come andare da Modena a Bologna con un serbatoio grande come un’autobotte e pieno di carburante.
Durante il lancio vedi i primi stadi ricadere sulla terra, altre parti che non tornano mai indietro, ed infine dopo qualche giorno una capsula con i tre astronauti viene recuperata in mare.
La capsula ha evidenti segni del calore sviluppato durante il rientro nell’atmosfera.
Già questo significa qualcosa.
Poi sulla Luna c’è un dispositivo atto a rilevarne la distanza dalla Terra, che ancora oggi si usa. Quel dispositivo non è un oggetto lunare, ma un apparecchio terrestre, che l’uomo ha portato sulla Luna.
Per non parlare dei numerosi campioni di roccia lunare esaminati da diversi laboratori.
Pensa solo se la Russia durante la guerra fredda non ne avrebbe profittato se lo sbarco sulla Luna era falso!
Pensa all’esperienza accumulata per quest’impresa, che è effettiva, e non si riesce ad inventare se non ci si va davvero e alla ricaduta per impiego civile di numerose soluzioni e brevetti.
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