La Luna si sta ancora raffreddando e lo dimostrano i rilievi fatti dai sismografi piazzati sulla Luna dagli astronauti.
Da un’analisi recente dei dati forniti dai sismografi, ne servono come minimo 3 per ottenere l’epicentro di un terremoto, si è ottenuto il modello degli strati interni della Luna da cui si vede che il penultimo strato è ancora fluido.

Articolo su quello che pubblicarono nel 1972 sulla tettonica lunare.
LUNAR STRUCTURE AND DYNAMICS- RESULTS FROM THE APOLLO PASSIVE SEISMIC EXPERIMENT* (link diretto al pdf)
L’epicentro dei terremoti più forti è a 800 o 1000 km di profondità, ma arrivano smorzati in superficie per un equivalente di circa magnitudo 2÷2,5.
Altri terremoti sono dovuti a impatti meteoritici, più frequenti sul lato nascosto e, se ho capito bene, degli sciami sismici periodici sono dovuti alla notevole variazione termica della superficie lunare da -180°C a +120°C.
Il problema principale nasce da alcuni terremoti che sembra abbiano raggiunto in superficie il valore di 5 nella scala Richter, sulla terra sarebbero abbastanza seri in molte aree, perciò la NASA è intenzionata a piazzare una rete di almeno 10 sismografi per mappare al meglio tutta la Luna al fine d’individuare la zona più sicura per nuove missioni umane (permanenti?), inizialmente con un laboratorio e per ricavare dati sulle migliori tecniche costruttive lunari.
Secondo la mia opinione questo è un approccio che prelude a qualcosa in futuro di stabile e in evoluzione.
Sui sismografi c’è un curioso aneddoto. Dovettero riprogettare la rete sismica perché durante la notte lunare di 340 ore si sono ghiacciati senza recuperare successivamente la loro funzionalità, quindi, usarono due scaldiglie al plutonio 238, 68 gr complessivi di materiale radioattivo il cui decadimento generava calore sufficiente per garantire il servizio poi interrotto nel 1977. (fonte: Apollo 11 – The Nasa Mission Reports – Volume One, pag. 84).


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