Dopo la Brexit non sarebbe il caso di pensare da una lingua unica per l’UE?

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La Brexit è un’occasione per iniziare ad usare l’Esperanto come lingua ausiliaria, giusto un periodo nel quale gli insegnanti si preparano, per poi entrare nel programma scolastico fin dal primo anno e in parallelo dal 01-gen dell’anno X tutti i documenti ufficiali del parlamento EU in Esperanto, poi come seconda scelta i “dialetti locali”.

Le ragioni per una scelta simile sono varie e valide, sarebbe un modo per evitare un dominio di una cultura su un’altra, se mettessimo una commissione a discutere quale delle lingue europee è la migliore scelta, non ne salteremmo mai fuori.

Da wikipedia:

Ci sono proposte per usare l’esperanto come lingua franca per i lavori nel Parlamento europeo, principalmente per motivi economici o per evitare che si vada verso una o più lingue nazionali. Tuttavia finora l’Unione europea giustifica l’attuale politica multilinguista che prevede l’uso di 24 lingue ufficiali, per motivi di trasparenza, non senza critiche da parte di chi sospetta che tale politica stia in realtà portando verso il solo inglese o, al più, al trilinguismo.


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