In effetti quando in TV si vedono le mucche al pascolo sulle Alpi austriache, Svizzere e in alcuni casi nel Trentino Alto Adige, tutti pensano che meraviglia, quella sì che è una filiera sana. Pascoli non inquinati, mucche senza stress, consumo limitato alla produzione locale, possibilità di fare una dieta più ricca di micronutrienti con prevalenza di vegetali, ok è l’ideale.
È vero molti dicono che i nostri antenati andavano a caccia per sopravvivere, ma non sempre avevano successo, quindi, presumo che frutta selvatica e verdure le conoscessero molto bene.
In apparenza entrambi avrebbero un’alimentazione simile, con la differenza che i nostri contemporanei delle Alpi mangiano cibo frutto di selezioni centenarie se non millenarie e in un sistema organizzato, che non reggerebbe il confronto con una Paleo Dieta.
Allora che si fa?
Noi dobbiamo spingere il bio, poi la filiera che avrà più difficoltà a rispettarlo è la più lunga cioè quella destinata alla produzione di carne, uova, latticini e derivati, quindi si ridurrà gradualmente dando il tempo all’industria alimentare e all’agricoltura per una riconversione possibilmente indolore ma necessaria.
Per attuare un progetto così grande, tutti i paesi del mondo che hanno accettato di riconoscere la brevettabilità della natura, dovrebbero ricredersi, perché hanno permesso delle cose inimmaginabili, come avere al max due o tre industrie agroalimentari che monopolizzano il mercato delle sementi, di conseguenza dei loro pesticidi promettendo incrementi produttivi che puntualmente non sono arrivati, anzi dopo 7 anni devi raddoppiare l’uso dei loro pesticidi perché non sono più così efficaci con elevati problemi di salute per i residenti.
Un’azienda come la Monsanto che manda al collasso un’intera categoria in molti paesi, vedi India con il maggior caso di suicidi di coltivatori, recentemente però un po’ di cose sono cambiate, hanno smesso d’acquistare le sementi OGM e hanno ripristinato le vecchie sementi, visto aumentare la produzione e al posto dei pesticidi usano Coca-Cola.
Si parla di VEGAN senza pensare che finiremmo dalla padella direttamente sulle braci, perché nulla mi toglie dalla testa che aziende come la Monsanto farà pressing ad ogni livello e in ogni nazione e su ogni media per convincere la gente a consumare prodotti OGM, visto il drastico calo di vendita di sementi per coltivazioni dedicate all’alimentazone animale.
Perciò …
Sganciamento totale dalle industrie sementifere, per evitare che in futuro introducano dei geni in alcune piante per evitare delle malattie (così diranno), aprendo la strada a degli scenari globali veramente terribili. È noto che sono state fatte campagne vaccinali contro HPV ma lo scopo nascosto era rendere infertili un’intera generazione in un paese in Africa e in Brasile, quindi, nessuno mi impedisce di pensare che potrebbe succedere la stessa cosa in campo alimentare e quando te ne accorgi sarà tardi per molti di noi.
L’uomo non vuole questo.
Non dico che dobbiamo eliminare al 100% il consumo di carne, ma facciamo una migrazione totale al Bio, quello vero, poi forse vi sarà anche carne più sana da mangiare una volta alla settimana, meno inquinamento per le acque che corrisponde a pesci più sani.
Passare totalmente al vegano sarebbe fantastico con vantaggi enormi, purché non sia dominato da poche aziende che vogliono globalizzare tutto e sia preservata la biodiversità, una ricchezza che ogni giorno la ricerca ci fa scoprire quanto sia utile all’ambiente e da cui in Italia derivano molti prodotti pregiati.
Un mondo vegano al 100% è un’utopia, pensiamo agli Inuit, puoi proibire loro di procurarsi il grasso per l’inverno? No!
Anche nel mondo civilizzato esisteranno degli zoccoli duri che non vorranno mai privarsi di carne, nonostante campagne d’educazione alimentare prolungate e massicce, ma quando prevarrà nella maggioranza di noi un senso civico per la propria salute e la sostenibilità ambientale, forse solo allora, cominceranno a smettere di vantarsi dei loro gusti e se ne rimane un 10% (sono molto ottimista) non saranno di certo causa di problemi ambientali.
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