Sicuramente la connessione temporale è l’unico nesso di causalità, sufficiente per stabilire in via precauzionale un giudizio positivo.
Sarebbe antiscientifico ignorare la temporalità degli eventi, anche se le case farmaceutiche possono dimostrare il contrario per lo scarso numero di soggetti, la mancanza di riproducibilità, il non completo controllo dei fattori scatenanti. Per le aziende farmaceutiche che vogliono levarsi di torno queste rotture, i dati ottenuti dalla farmacovigilanza sono empirici, cioè, non scientifici.
Però è una posizione grave per una casa farmaceutica pararsi il fondoschiena strumentalizzando i fatti, trattandosi di effetti post-trattamento non si può altro che essere di fronte a dati empirici e come tali vanno considerati, non è corretto sfruttare la loro natura come scusante.
Però c’è una fronda di persone che vorrebbero venisse ignorato qualunque evento avverso capiti, fin che non succede qualcosa ai loro figli.
Il vaccino Infanrix la cui prima autorizzazione risale al 2000, non ha avuto una storia facile, ci sono stati numerosi casi avversi gravi e anche ritiri dal mercato e come si scopre dal video proposto dal sito FNOB sembra proprio che sia meglio evitare di farlo fin che non si sa cosa sia effettivamente quale sia il suo contenuto.
Questi sono articoli vecchi del 2012, ma lo stile non cambia, l’Italia sceglie il profilo del silenzio, quello usato nei regimi totalitari, e come fiore all’occhiello chi ha deciso di promuovere l’obbligo vaccinale in Italia è un ministro con il solo diploma di liceo, non è nemmeno medico.
Primi risultati sul profilo di composizione chimica Infanrix Hexa
Non solo, da quando hanno deciso di fare questa Legge che inizialmente riguardava 12 e non 10 vaccini, si è diffusa una specie di omertà medica obbligata sugli effetti collaterali, sull’efficacia, sui controlli severi dei vaccini, sulla qualità.
Un vero e proprio ricatto, se ne parli male sarai radiato.
Se questa è scienza la scimmia è più intelligente
Riassunto delle caratteristiche di INFANRIX dal nostro archivio, prelevato dal link sottostante prima che lo cancellassero:
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000200_029244_RCP.pdf&retry=0&sys=m0b1l3
Se leggete in fondo al documento, vedrete che AIFA lo riceve il 28/11/2017 mentre la prima autorizzazione all’impiego del farmaco risale al lontano 22/12/1994, quindi, mi chiedo se è possibile che in Italia sia permesso la diffusione di un farmaco per 23 anni senza che la nostra agenzia del farmaco non possieda uno straccio d’informazione? Si è mossa solo alla fine del 2017 a fronte di una Legge che s’intuiva avrebbe creato non pochi grattacapi. Teoricamente dovrebbe risalire al 2011 quando il farmaco ha avuto una nuova autorizzazione, presumibilmente dopo aver introdotto nuovi dati nel bugiardino e non per un aggiornamento del vaccino stesso.
In definitiva un perito di un tribunale, secondo voi, dopo che si è guardato un po’ intorno, cosa deve fare, bendarsi gli occhi o far finta anche lui che vada tutto bene? No, il fatto c’è, la storia del vaccino non è delle più brillanti, ci sono analisi in corso con notevoli punti da chiarire sia a riguardo la sicurezza che efficacia, che secondo me ne giustificano il blocco e ritiro dal commercio, se fossi in quel perito, non avrei avuto il coraggio di far finta di nulla.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.