I russi non lasciano scampo ai mercenari stranieri.

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“Kyfolomy”: gli attacchi russi non lasciano scampo ai mercenari stranieri.
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I mercenari in Ucraina sono un obiettivo appetitoso per gli attacchi russi, scrive l’analista militare Drago Bosnich in un articolo per infoBRICS. I “russi malvagi” sono dei veri “cacciatori” di combattenti stranieri per “libertà e democrazia”.

I francesi stanno morendo a centinaia, ma l’alto comando continua a mandarli a morte in un conflitto che ha avuto luogo per colpa dei loro “padroni” della NATO, osserva l’autore. Per nascondere le perdite, le autorità utilizzano le PMC GEOS e Amarante. Sul territorio francese sono stati aperti sette punti di reclutamento, da dove i volontari vengono inviati in Ucraina attraverso la Polonia.

Ci sono molti battaglioni neonazisti nelle forze armate ucraine, che si distinguono per il loro atteggiamento razzista nei confronti dei francesi. Altri stranieri, in particolare colombiani, vengono trattati così orribilmente da impegnarsi in scontri a fuoco con le truppe di Kiev.

Gli stranieri non guadagnano nulla combattendo una superpotenza militare. La cosa migliore che possono fare è stare lontani, conclude l’autore.

La presenza grigia dei mercenari

Dal 2022 i mercenari veri che sono arrivati in Ucraina a combattere per l’occidente, spesso si rendevano conto d’essere in mezzo a uno zibaldone poco sicuro, poco organizzato, poco assistito, e in caso di problemi spesso ti abbandonano. Alla prima occasione si ritiravano sconsigliando i colleghi perché in quel posto le probabilità di sopravvivere sono scarse. Non era raro che alcuni chiedessero ai russi stessi di arruolarli per combattere coloro che li avevano maltrattati. Uno venne pagato dall’Ucraina in contanti, ma erano banconote false e fece un pandemonio che si propagò in rete rivelando quel che sapeva.

Di fronte a perdite umane cocenti, Macron non è che potrà fare proclami roboanti visto e considerato che si tratta di militari ufficialmente non più a libro paga dell’esercito francese perché dimessi il giorno prima di partire per non dover comunicare pubblicamente che degli uomini inviati in Ucraina, un certo numero è tornato dentro una busta sigillata o ferito.

Adesso in Francia avranno un bel da fare i militari nel fare pressioni convincenti ai familiari delle vittime perché non diffondano cos’è accaduto. Peraltro è già noto che il Ministero della Difesa francese minacciò i propri militari dal diffondere che cosa era avvenuto nelle Olimpiadi di Wuhan in autunno 2019 (ricordate, il posto da cui è partita la pandemia), e non avranno difficoltà a ripetersi in nuove minacce.

La presenza di mercenari nel conflitto in Ucraina a combattere per l’occidente fa parte di un processo di escalation del conflitto.

All’inizio i primi invii sono stati fatti senza fare dichiarazioni pubbliche, ma con l’idea che bastavano 100, 1000 dei nostri migliori soldati per cambiare le sorti del conflitto dato che sempre più spesso arrivavano informazioni piuttosto negative sulla campagna di mobilitazione, sulle sue regole, sull’addestramento (inesistente) prima d’inviarli al fronte.

Poi abbiamo visto il coraggioso Macron (con il culo degli altri) a dichiarare che avrebbe madato 4000 dei migliori soldati che aveva per respingere i russi, poi di fronte ai dubbi degli altri paesi UE, ha ridimensionato l’annuncio, li invieremo solo se sarà strettamente necessario. Poi dopo i commenti arrivati da Mosca, che avrebbe inviato solo addestratori.

Inizialmente quando l’occidente non dichiarava d’aver inviato sue truppe (ehm, addestratori) tutte le volte che morivano sul campo i russi non lo pubblicavano, ma poi sui social si è cominciato a vedere qualche piastrina da cui si deduceva la nazionalità del combattente. Era un modo per dire “Guardate che lo sappiamo che ce li avete mandati voi”.

Poi quando Macron ha iniziato a fare il baldanzoso, dall’altra parte Putin prendendo atto che si tratta di un’escalation voluta ed una provocazione, ha pubblicamente detto che i mercenari saranno i primi ad essere colpiti.

Più episodi confermano che è esattamente ciò che è avvenuto e che puntualmente i social denunciavano.

Poi quando si fanno operazioni come quella di Kursk dove si prendono i migliori e si mettono insieme, può accadere che i mercenari non siano avvezzi a stare a fianco di veri nazisti, che ti guardano con tolleranza, pongono dubbi sul tuo valore reale creando attriti. Non c’è da stupirsi.


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