Se la tecnologia del 1969 ci ha portato sulla luna, quale potenziale possediamo oggi?

NASA Dimostra Nuovo Prototipo di Motore Ionico a Xeno
NASA Dimostra Nuovo Prototipo di Motore Ionico a Xeno
4–5 minuti

Per abbattere i costi enormi di una missione di andata e ritorno verso un’altro pianeta del sistema solare è meglio avere un tipo di propulsione che non si basi sulla chimica e che abbia già raggiunto uno stadio di maturità tale da renderla sicura al di là di ogni dubbio.
Ci sono studi molto interessanti come i Motori a propulsione ionica, hanno impulsi molto piccoli ma a tempo indeterminato, quindi, appena la gravità terrestre è quasi nulla si accendono e si accelera di poco ma costantemente mentre per sfuggire dalla terra serve una grande spinta per un breve periodo e si ritorna alla chimica. Se la propulsione ionica prevarrà su altre alternative, avremo il lancio da terra con motori su base chimica, metà del volo spaziale in accelerazione con motori ionici, l’altra metà a decelerare, atterraggio su Marte a mezzo di motori tradizionali, idem per l’abbandono di Marte verso la Terra che sarebbe più economico perché la gravità è meno della metà di quella terrestre e puoi abbandonare il modulo usato per atterrare, come anche eventuale veicolo a ruote usato a scopo esplorativo, successivamente telecomandabile e con pannelli solari per ricaricare le batterie (fin che dura perché se c’è una tempesta di sabbia, … ciao!).

Altro fattore su cui si sta lavorando alacremente è un’adeguata protezione dalle radiazioni cosmiche che non saremmo in grado di sopportare troppo a lungo. Un volo sulla Luna di una settimana non è significativo, ma se deve durare 1 anno o più è molto problematico. Vale la pena chiarire su quali scale di fattori stiamo parlando leggendo Spazio: radiazioni più pericolose del previsto. Il tema è molto serio, fare di tutto per proteggersi, con involucri efficienti per la navicella in cui si viaggia o metodi per aumentare la nostra resistenza ad essi o un mix, è di fondamentale importanza.

Viaggiare nello spazio per lungo tempo e ad elevate velocità non è sicuro come sembra, possono esserci micrometeoriti vaganti, o sciami degli stessi, assolutamente non prevedibili, e uno solo di pochi mm sarebbe in grado di far fallire una missione è un po’ come un proiettile sparato a caso su un essere umano. Su questo tema di recente ho visto parte di un servizio (credo su Focus TV) dove si parlava di materiali innovativi in grado di richiudere il foro di passaggio di un proiettile ma se questo può andare bene per avere un involucro sempre integro cosa succederà a quello che c’è dentro? Il problema sarebbe risolto a metà. Personalmente credo che lo studio del grafene porterà non solo ad aumentare la sicurezza generale ma anche a tute spaziali più indossabili. Link su questi due materiali:
Grafene, qualità antiproiettile
Pronto il diamene, flessibile e più duro del diamante

ma non è detto che se resiste al proiettile di un M16 che va a meno di 3500 km/h possa resistere a qualcosa che in combinazione alla velocità della navicella raggiunga potenzialmente anche 200.000 km/h o anche di più.

Altro problema non indifferente è la quantità di cibo di cui l’essere umano ha bisogno durante una missione così lunga. Grassi, carboidrati e proteine saranno garantiti da coltivazioni idroponiche, gli scarti del nostro metabolismo saranno totalmente riciclati. Peraltro una selezione delle varietà utili per un’alimentazione da astronauti, dovrebbe corrispondere ai migliori parametri di produttività, valori nutrizionali, richiesta di risorse per la crescita, spazio occupato e questo lavoro è in gran parte ancora in fase di sviluppo e lo sarà fino al momento in cui sono stati risolti tutti gli altri problemi.

Infine sarebbe necessario realizzare una mini-gravità, basta anche un decimo di quella terrestre per aumentare la resistenza umana nello spazio e aiutare il sistema immunitario a non perdere troppi colpi, la densità ossea perderebbe di meno. Purtroppo è inapplicabile a piccole astronavi per vari problemi, velocità angolare e percezione di gravità diversa a livello della testa e maggiore ai piedi ed altre difficoltà logistiche, ma il problema si risolverebbe con una stazione di centinaia di mt di diametro, un anello di sezione rettangolare dove la parte esterna sarebbe percepita come il basso.
Sarebbe un progetto enorme con finalità di lunga durata e non per un viaggio interplanetario, ma nei giusti tempi grazie a propulsori innovativi e nelle condizioni ottimali come se fossimo sulla Terra, non sarebbe un problema muoversi se hai tutte le condizioni per vivere come se si fosse sul nostro pianeta.
Al momento il progetto sarebbe irrealizzabile, richiederebbe lo sviluppo di nuove tecnologie, le risorse terrestri potrebbero essere intaccate notevolmente e occorre creare delle fabbriche o sulla Luna o catturando qualche asteroide, (in questo caso le nuove tecnologie ci permetterebbero di intervenire sugli asteroidi che minacciano d’impattare sulla Terra), ma è tutto al di là da venire, prima dobbiamo risolvere tutti i problemi dei punti precedenti, solo dopo si può pensare ad una stazione permanente pensata come base per voli spaziali o tornare sulla Terra.

Per tutta una serie di ragioni sia economiche che tecnologiche ed anche di resistenza del corpo umano, attualmente se vogliamo, potremmo tornare sulla Luna ma non andare su Marte.


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