Perchè nelle riprese del primo allunaggio Armstrong sembra essere un fantasma attraverso cui si vedono gli oggetti dietro?

2–3 minuti

Mi azzardo a rispondere partendo da un dettaglio non richiesto, ma non scontato visto che in quelle condizioni viene accentuato. Mi interesso di fotografia da 1992 e a priori posso rispondere che sulla Luna in assenza d’atmosfera la luce del sole è più elevata ed anche le ombre sono più scure, questo comporta che i riflessi ad anello che si vede a volte nelle immagini quando si riprende un po’ controluce, siano più forti, quindi, talvolta se questi si sovrappongono al soggetto ripreso o qualunque altra cosa si ha un’impressione strana, che poi in definitiva è un alone di forma regolare ma deformato dall’angolo di ripresa e causato dal passaggio della luce, tra le superfici delle lenti dell’obiettivo, che finisce per essere registrata in pellicola.

Nelle riprese filmate, il tempo d’esposizione nella ripresa dell’astronauta che si muove velocemente perché si diverte a sperimentare la minore gravità lunare, potrebbero non essere sufficiente a fissarlo sulla pellicola, in quanto in quella posizione, abbastanza controluce, devi sovraesporre se vuoi vedere gli oggetti in ombra, creando sicuramente un effetto strano perché non te lo aspetti.

Video originale del primo uomo sulla luna

Nel video del link proposto, se notate quando l’astronauta è più lontano dalla cinepresa ed è quasi fermo, l’effetto si nota di meno. Solitamente sono i piedi che toccando il suolo hanno un tempo di sosta ‘x’ che consente d’essere fissato bene sulla pellicola, mentre le braccia, ma di più le mani, tendono a sparire durante i movimenti.

Sulla Terra tali effetti sono noti se tenti di riprendere un’auto che passa a 5 mt a 200 km/h.

Credo che dopo lo sviluppo delle pellicole dell’Apollo 11 abbiano fatto qualche modifica del tipo:

  • usare paraluce ottimizzati
  • lente frontale con trattamento antiriflesso (all’epoca forse non era commerciale)
  • istruire meglio gli astronauti su quali sono gli angoli di ripresa da evitare in funzione della posizione della fonte di luce (il sole) in modo che o non ci siano, oppure se si devono vedere che siano evidenti senza dubbi sulla loro provenienza.
  • fare le riprese filmate con angolazioni migliori in modo che l’esposizione sia compatibile con la velocità del movimento dell’astronauta, cioè tale da fissare il movimento senza effetti trasparenza.
  • fornire agli astronauti pellicole più sensibili.

Ricordo che è raro vedere stelle nelle riprese degli astronauti perché le pellicole usate erano per diapositive ed hanno notoriamente, anche oggi, una latitudine di posa inferiore rispetto alle pellicole negative, quindi l’apparecchio era regolato con tempi e diaframma noti per facilitare gli astronauti, quindi, per esporre bene la tuta dell’astronauta nel suo ambiente era leggermente sotto esposta, tipo 1 stop o anche più, per cui cancelli tutte le stelle dell’inquadratura, eccetto le due o tre che hanno una magnitudo più alta.

Ovviamente gli astronauti le vedevano perché l’occhio umano ha una latitudine di posa ampiamente superiore alle pellicole diapositive degli anni ‘60, ma che oggi è stato raggiunto con le fotocamere digitali.

Sulla Terra se non ci fosse l’atmosfera e facessi delle foto di giorno, il cielo non sarebbe azzurro ma nero come sulla Luna e si vedrebbero le stelle a occhio nudo ma molte sparirebbero dalle foto.


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