Dipende da quale uso se ne fa.
Sullo Space Shuttle nei primi esemplari per il controllo missione usarono computer ridondanti della IBM con un vecchio sistema operativo HAL/S un linguaggio real-time sviluppato per impieghi aerospaziali, poco conosciuto, sviluppato e sicuramente protetto al fine d’evitare possibili tentativi di hack via radio da forze nemiche. In quegli anni si era ancora in piena guerra fredda, e c’era una certa paranoia per quanto riguarda questo aspetto della sicurezza. I computer di missione erano 5 di cui 4 operativi, se uno dava un risultato diverso valeva la maggioranza se finivano 2 vs 2 subentrava il quinto computer. So che la RAM era secondo specifiche precise per renderle immuni dalle radiazioni.
Nei programmi spaziali successivi al 1979 portarono anche delle calcolatrici portatili della HP come le HP41C, probabilmente perché erano in grado di gestire i numeri non interi fino a 12 posti dopo la virgola, fondamentali per certe verifiche con qualche programma preregistrato sulle schedine magnetiche. Negli anni a venire la documentazione di bordo da cartacea è stata sostituita da portatili. Nel 1991 usarono il Mac Portable (nel video l’espulsione del floppy disk) da cui inviarono la prima email tramite il servizio di connettività AppleLink.
Invece nell’ultima missione dello Shuttle nel 2011 a bordo si vide la presenza di 2 iPhone4 iPhone nello spazio per l’€™ultima missione dello Space Shuttle – Macitynet.it. Portatili e iPhone pare senza batteria per sicurezza o evitare il costo di una certificazione NASA.
Invece per molti altri sistemi, credo siano stati usati quanto di meglio offrisse la tecnologia del momento. La scelta doveva essere ben oculata perché doveva durare per molti anni e di sistemi di controllo ce ne sono 200.
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