Certamente.
Ti faccio un esempio a riguardo i terremoti.
In Emilia è ancora in atto la ricostruzione di parecchi edifici e da quello che mi è stato permesso di capire, gli edifici saranno realizzati con caratteristiche che ti permettono di salvare la pelle, cioè avere il tempo di uscire. Purtroppo questo non significa che l’edificio resterà indenne, quindi, punto e ritorno a capo.
Mi chiedo a cosa serva ricostruire.
Poi ogni edificio a seconda della sua importanza ha gradi di protezione sempre più elevati, ad esempio una centrale nucleare ha l’edificio che è un blocco di cemento monolitico, gli edifici come palestre, supermercati, devono usare standard più elevati di una casa in campagna per ovvie ragioni, allora mi chiedo perché l’ospedale S. Maria Bianca di Mirandola (MO) è stato ristrutturato affinché regga fino al 60% rispetto al sisma che l’ha danneggiato.
È sufficiente e giustificato operare in questo modo perché sai che prima o dopo un ospedale che serve un territorio con 35000 abitanti sarà degradato a semplice mega ambulatorio in favore dell’ospedale di Carpi a 17 km o il Policlinico di MO a 30 km o il nuovissimo Baggiovara a 40 km?
Quanto ho scritto sull’ospedale di Mirandola è tutto vero e con tanto di carteggi e movimento locale di protesta.
Se arriva un terremoto devi portare ugualmente i pazienti nel parcheggio dell’ospedale, come è successo nel 2012. Un paziente che era sotto anestesia al risveglio il suo campo visivo era occupato dal cielo e chiese se era finito proprio lì.
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