Incendi a Maui (Hawaii), fatalità o crimine premeditato?

Incendi Maui, fonte: Facebook @Luca Zaia
Incendi Maui, fonte: Facebook @Luca Zaia
La straordinaria ricostruzione di Massimo Mazzucco rivela il progetto del World Economic Forum per l’isola di Maui: il Great Reset non si ferma davanti a nulla.
16–24 minuti
  1. Introduzione
  2. Immagine satellitare
  3. Dati Meteo del giorno 8/8/2023
  4. Il vento
  5. Il fronte del fuoco
  6. Sirene d’allarme
  7. L’acqua contro gli incendi
  8. Cosa si è salvato
  9. Armi a energia diretta
  10. Lahaina
  11. Hanno detto su Maui
Introduzione

Dopo aver letto e visto video tipo quello di Mazzucco che era molto completo, ho ritenuto opportuno verificare alcuni aspetti con gli strumenti a mia disposizione per rispondere a domande specifiche che mi ponevo e contestualizzare meglio quel che avevo visto e letto.

Ho scoperto, infatti, che chiunque con le informazioni rintracciabili in rete può, senza conoscere le motivazioni, giungere comunque alla conclusione che si tratta di un incendio doloso, premeditato, organizzato e ben orchestrato.

Con le informazioni che ho rintracciato, anche abbastanza facilmente, ho potuto farmi un quadro più completo come in una vera indagine. Durante la ricerca erano tante le domande che mi facevo, ma troppe coincidenze, come alcuni aspetti sulla sicurezza regolati da autorità locali responsabili della loro permanente efficacia, non funzionano, allora non hai che una risposta “Dolo, dolo grave” e di sicuro non per iniziativa locale, ma ordini pervenuti dal continente.

Ho visto così tanti video e più volte su questo incendio che capivo immediatamente non solo se era girato a Lahaina ma anche l’area della città i cui si trovava. Spesso per mostrare le stranezze dell’incendio di Maui alcuni siti usano immagini dei più recenti incendi in California.

IMMAGINE SATELLITARE

Di Lahaina dell’isola di Maui abbiamo la fortuna d’avere le immagini satellitari di prima dell’incendio e dopo usando Google Earth e come era prima con Street-View e quindi sono riuscito delimitare con precisione il perimetro dell’incendio su una mappa.

Vediamo un’immagine satellitare della città di Lahaina dell’isola di Maui, ex capitale delle Isole Hawaii con delle annotazioni e punti richiamati in giallo. È in buona risoluzione e può essere ingrandita per maggiori dettagli.

Lahaina si affaccia sul mare per 5 km ed una striscia si protende verso l’entroterra per circa 2,5 km.
DATI METEO DEL GIORNO 8/8/2023

Prima di procedere ho raccolto i dati meteo completi di quel giorno allo scopo di verificare alcune dichiarazioni sentite nel documentario di Mazzucco.

martedì 8 agosto 2023_ temperatura a Lahaina
martedì 8 agosto 2023_ nuvolosità a Lahaina
Punto di rugiada martedì 8 agosto 2023 a Lahaina
martedì 8 agosto 2023_ velocità del vento a Lahaina
martedì 8 agosto 2023_ direzione del vento a Lahaina
Le classificazione di “confort” indicano che il giorno 8/8/23 è stato afoso.

Calcolando l’umidità relativa in funzione della temperatura, pressione atmosferica e temperatura di rugiada, che sono i dati disponibili, otteniamo che il suo valore è pari al 66,1%. Non si può certo dire che il clima fosse molto secco con il 66,1% di umidità.

IL VENTO

La prima cosa che noto dal sito meteo gestito da Kahului Airport è che il vento non ha mai superato i 100 km/h come si sente dichiarare nel video.
Dalle ore 00 fino alle 17 c’era un vento mediamente di 40 km/h con raffiche >60 km/h. Solo il giorno prima il vento aveva una media di 50 km/h con raffiche >70 km/h e non sapendo se avrebbe peggiorato il giorno successivo a causa dell’uragano Dora, che transitava a circa 800~900 km più a sud, hanno annullato le lezioni nelle scuole.

Peraltro nel video di Mazzucco al secondo 22~27 si vedono 2 persone in strada per nulla ostacolate dal vento, infatti, il vento non aumentò ma calò di circa 10 km/h.

La dichiarazione che c’era il vento a 100 km/h serve per giustificare l’innesco degli incendi dovuti ai pali della luce che cadono (quella sembra la velocità critica) i cui cavi provocano enormi scintille innescando gli incendi, ma per ovviare a questo problema avrebbero dovuto staccare la corrente da ore, soprattutto per passare la notte tra il 7 e il giorno 8, tranquilli.

In realtà nessuno ha staccato la corrente, perché come si può vedere dalle tabelle, il giorno 8 Agosto 2023 il vento non ha mai avuto raffiche di vento >66 km/h, ma ovviamente in caso d’incendio è una delle prime cose che si fanno. Durante il terremoto in Emilia ho visto con i miei occhi i CC chiudere il gas generale dei condomini per evitare fughe che possono causare incendi.

Il posizionamento dei pali della luce con ai piedi materiale incendiabile e l’attacco giallo dell’acqua per i pompieri.

Ma in uno spezzone di un video si vede dietro ad alberi, di notte, un gran scintillare e poi divampare le fiamme dal medesimo punto. Era caduto un palo della luce. In un’altro video si sente una persona che avvisa sulla presenza di cavi elettrici con ancora la corrente che scorre, sulla strada.
Intanto il fuoco era iniziato da oltre 10 ore, siamo di notte e non è detto che quel palo della luce non sia stato danneggiato sufficientemente dal fuoco da crollare con conseguenze collaterali, ma dobbiamo rilevare che nonostante l’incendio, c’è ancora corrente elettrica nei cavi di rete, cioè, va bene che all’inizio abbiano pensato malamente adducendo che hanno pensato a quelle persone con apparecchiature di assistenza vitale a domicilio, ma se dopo quasi 12 ore non hai ancora staccato la corrente significa avere un intento criminale.

Se i pali della luce non sono caduti a causa dell’incendio e abbiamo visto che il vento non poteva essere, hanno ricevuto un aiuto?

IL FRONTE DEL FUOCO

Nelle immagini aggiornate di Google Earth si vedono delle lingue di bosco bruciato a circa 350 mt slm, cioè se si pensava che il fuoco da lì potesse proseguire, a causa del vento che lo spinge verso il mare, fino a giungere alle case, si sbagliava. Il fuoco si è fermato appena ha incontrato la sterpaglia.

Ora la domanda interessante è: “Come ha fatto il fuoco, che si era fermato a 350 mt slm, a riprendere 3 km più a valle, saltando tutte le ville e riprendendo proprio dalle case degli indigeni?

Può un tizzone volare a causa del vento in aria per circa 3 minuti mantenendosi acceso quanto basta e cadere proprio dove iniziano le case degli indigeni e in un punto altamente infiammabile? Molto difficile da credere!

Con il 66,1% di umidità (vedi i dati meteo sopra), l’ipotesi che l’incendio abbia avuto più di un aiuto viene ulteriormente rinforzata sotto ogni profilo.

Nell’immagine satellitare in basso a sinistra c’è un ingrandimento che evidenzia come l’incendio della sterpaglia verso il mare, seguendo la direzione del vento, sia stato fermato da una strada non molto larga. Mentre (vedi nota nell’immagine) altre sterpaglie bruciate hanno una delimitazione come se la direzione delle fiamme fosse contraria al vento. Sembra che il fuoco sia partito dal mare, abbia scavalcato controvento la strada S a quattro corsie, proseguito e si è fermato sempre controvento ai margini di una stradina stretta evitando di giungere, sempre controvento le ville distribuite in un’ampia zona denominata Launiupoko.

La logica di queste sterpaglie bruciate è ben diversa, è un atto deliberato, è possibile solo stando ai bordi della stradina stretta e applicando il fuoco ogni 10 mt sul lato mare e il vento poi da lì l’ha spinto verso di esso, in questo modo si ha l’impressione che il fuoco si sia fermato prima d’arrivare alle ville, invece è avvenuto il contrario.

In TV e nei video montati dalle emittenti non è infrequente vedere dei montaggi in cui ti mostrano le sterpaglie in fiamme che avanzano su un enorme fronte e poi ti mostrano la città in fiamme come se la causa derivasse, appunto dalle sterpaglie, ma è assolutamente falso lo si comprende guardando l’immagine satellitare del giorno dopo.

Infine è doveroso evidenziare come le imbarcazioni nel piccolo porticciolo sono bruciate tutte, ma sono bruciate anche quelle che erano fuori a poche decine di mt e tutte contemporaneamente, così riferiscono i testimoni. Si dirà che i tizzoni erano spinti dal vento su di loro, però manco un testimone ne ha visto uno.

Poi il modo in cui abbiano dato fuoco mediante energia diretta dall’alto per mezzo di armi già disponibili da più di un decennio o a causa di attività illecite svolte a livello del suolo, poco importa.

SIRENE D’ALLARME

Le Hawaii, sono dotate del sistema di allarme più sofisticato esistente che viene attivato in caso di tsunami. Ricordiamo che la particolare posizione di queste isole è tale per cui l’onda d’acqua killer arriva in metà tempo rispetto a quanto impiegherebbe per giungere sulle coste occidentali delle Americhe o orientali dell’Asia.

Osservando l’immagine satellitare si vede che nella parte alta, sulle colline ci sono strisce di fuoco che ho delimitato con linee rosse, se le sirene suonavano gli abitanti di Lahaina uscivano e vedevano che sulle colline c’era il fuoco, capivano al volo che sicuramente non era un allarme tsunami e avrebbero fatto attivare tutte le altre misure di sicurezza atte ad evitare la propagazione in paese e svolto una sorveglianza capillare.

Ecco qual’è il problema, la sorveglianza capillare!
Non doveva esserci altrimenti qualcuno avrebbe potuto scoprire qualche “piromane”, invece se tutti sono in casa basta appiccare il fuoco in alcuni punti, ad esempio (guardando l’immagine satellitare) dove finisce l’area A e verso il mare, e il vento avrebbe fatto il resto fino alla costa, poi una volta avviato chi avrebbe visto bene cosa accadeva in mezzo al fumo e cercando di scappare dalle fiamme, perché sicuramente in alcuni casi, molti casi, è stato addomesticato per salvare ‘n‘ edifici. Ricordiamoci che l’umidità al mattino aveva raggiunto il 66%.

In questo modo potevano raccontare qualunque cosa, nessuno ha visto, al massimo sarà licenziato quell’idiota che ha pensato che con le sirene sarebbero corsi verso le fiamme che erano a 3 o più km.

L’ACQUA CONTRO GLI INCENDI

Gli hawaiani consapevoli che il loro clima e le scarse piogge possono essere fonte di incendi, hanno predisposto numerosi attacchi antincendio. Molti incroci ne hanno uno o lungo le vie.

Quando i vigili del fuoco allertati dalla popolazione si sono mossi ed hanno collegato le loro manichette agli attacchi distribuiti sul territorio, hanno fatto l’amara sorpresa di non avere la pressione necessaria, come se per errore a monte sia stata chiusa una valvola generale o più di una. Nel day after è raro vedere acqua per le strade, forse quella che i pompieri avevano nell’autobotte o di una conduttura rotta che riversava a bassa pressione l’acqua per strada.

È assurdo avere il mare a 1 km e non avere l’acqua per spegnere un incendio.

I ricchi proprietari delle ville nella zona B, che manco hanno visto incendiarsi un fiammifero, l’acqua l’avevano e sarebbe stato facile farla arrivare dove bruciavano le case dato che deve scorrere verso il basso, ma non è stata fatta scendere perché secondo le scuse ufficiali non si poteva, ma non per mancanza delle condutture…


Sicuramente avrete notato quella casetta con il tetto rosso che si è salvata miracolosamente e che ogni testata giornalistica globale ha diffuso sia su internet che sui media tradizionali. Guardando questi video come non credere che sia l’unica superstite e che tutto il resto sia finito in cenere?

COSA SI È SALVATO?
Casetta dal tetto rosso (contrassegnata con una “I” nell’immagine satellitare)

Un giornalista ha anche rintracciato il proprietario, non è un residente, non era in casa in quel momento ma all’estero e ha detto che sicuramente la sua casa è integra perché il tetto lo ha rifatto di recente con copertura in metallo.

Ma i vari servizi e video dei mainstream ufficiali, non hanno evidenziato cos’altro si è salvato molto fortunosamente con il fuoco che sembra delimitato dalla penna magica di un geometra. Il fuoco ha rispettato i confini di proprietà.

Vediamolo insieme.

Zona inizio incendi al termine dell’area “A” e “B“.
A sinistra la casa con il tetto blu e a destra rosso. SALVE.
Casa di fronte alle due precedenti. BRUCIATA.
Zona contrassegnata con la “C“. In quest’area ci sono capannoni, ristoranti, ed altre attività commerciali. SALVI.

In quest’area è bruciato solo un condominio costruito meno di 13 anni fa.

Un supermercato con i soliti negozi di brand famosi, della zona “D“. SALVO.
Kahoma Village. Zona “E” costruita tra il 2016 e il 2020. SALVO con delle eccezioni.

All’interno della zona E troviamo altre stranezze. Le freccette gialle indicano case bruciate. Strano, sono completamente isolate dalle altre case bruciate e circondate da case che sono rimaste intonse.
Il fuoco come ha fatto ad arrivare lì?

In questo ingrandimento si nota che l’erba nell’area verde è bruciata a degradare solo di fronte alle abitazioni incendiate, non il contrario, infatti, la casa non bruciata, indicata con la freccia arancio, ha davanti a se l’erbetta integra, ancora verde. Perciò, qui, non è la vegetazione ad innescare l’incendio, ma altro.
Chissà, forse il proprietario(i) di queste quattro case multi famigliari, era quello sbagliato!

Una delle abitazioni del Kahoma Village.

Tra il Kahoma Village e il mare c’è un parcheggio per imbarcazioni da diporto di piccola stazza e uno scivolo per metterle in acqua. Naturalmente tutto questo è rimasto intonso. SALVO.

Tra la zona “D” ed “E” c’è un ampio parcheggio auto a due piani. SALVO.

Le aree contrassegnate con “F” e “G” sono dei supermercati e negozi di marca, rimasti intonsi insieme alle relative piante. SALVO.

Questo mega condominio nella zona “H” è il “LAHAINA SHORES – BEACH RESORT”. SALVO

Le zone “L” è l’ennesima area turistica non bruciata.

Zona “M” con Ville Turistiche. SALVO.

Anche questa, manco a farlo apposta è una zona turistica.
Notare come la sterpaglia ha bruciato (zona scura) fino ai bordi della strada e poi le fiamme si sono diligentemente fermate, ma per qualche stranezza non ha risparmiato alcuna abitazione degli indigeni.

Se guardate su youtube alcuni video girati con i droni su Lahaina dopo l’incendio, vedrete che tutti evitano d’inquadrare gli edifici che si sono salvati, anzi, appena si accorgono che stanno entrando nell’inquadratura, ruotano da remoto l’obiettivo della telecamera. Sono in grado d’affermare che hanno evitato di mostrarle perché avendoli visti molte volte, oramai sapevo a memoria la mappa di Maui, ma ho fatto anche verifiche incrociate su Google Earth. L’unica casa intatta che mostravano tutti era quella con il tetto rosso (che vedete più sopra) in riva al mare, come per dire che quella era stata miracolata e questo è il massimo contributo dei media nella ricerca delle cause dell’incendio.

Sicuramente far vedere migliaia di case distrutte e poi quelle case di turisti danarosi intatte può favorire domande del tipo “Come mai che quelle ville non sono bruciate?” e non volendo fare la figura dei complottisti, come probabilmente alcuni penseranno di me, non mostrano ciò che si è salvato.

Se su 100 case di indigeni 40 si fossero salvate, sono stati sfortunati in 60, ma se tutte le case degli indigeni bruciano e le “ville” no, queste ultime hanno goduto del loro status di fortunati, quasi come se ne avessero diritto.

3000 case distrutte, come se fosse passato un frullatore, più di 1000 autoctoni dispersi, tutti quanti non sono più proprietari di nulla.

ARMI A ENERGIA DIRETTA

Non trovate strano come siano andate le cose?
Dopo aver visto e letto quanto sopra, non si può non notare come il fuoco a Lahaina sia stato un po’ troppo “discriminatorio”, o per dirla in altro modo “intelligente”?
Con certe armi ad energia diretta sarebbe un giochetto circoscrivere un’area da colpire.

Vorrei però fare un inciso su chi afferma d’aver visto cerchi in lega liquefatti. In molte immagini quel che sembra alluminio fuso che scorre sull’asfalto, ritengo sia prima di tutto del plasticone fuso che ha smesso di scorrere appena si è solidificato abbastanza.

L’alluminio dei cerchi in lega fonde a circa 700°C. Ho visto alcune Tesla bruciate completamente dalla portiera anteriore fino alla targa posteriore e i due cerchi posteriori erano integri, con ancora della gomma e quando bruciano le auto elettriche, non lo fanno solo per un minuto, ma ore.

In altre immagini di incendi strani di auto, si vede solo parte del cerchio il resto non è fuso si è piantato nell’asfalto molle a causa del calore, per il peso.

Ci saranno sicuramente altre immagini a cui un esame attento può escludere che ci sia stato una fusione completa del cerchio delle ruote.

Tutto questo ancora non esclude che siano state usate armi ad energia diretta, colpiscono dall’alto e il danno al cerchione è un effetto collaterale. Si tratta di incendio doloso, comunque, anche se non si è in grado di provare che abbiano usato armi simili.

Un’altro episodio strano sono le imbarcazioni che pur allontanandosi di qualche decina di metri dall’attracco, si sono incendiate e gli occupanti si sono dovuti buttare. Pensavano d’essere al sicuro ma senza che il fuoco le abbia raggiunte, cos’è stato a farle incendiare? Qui ora pare che siate finiti nella casa dei complottisti, ma le cause si restringono parecchio, a monte c’è una volontà mai confessata e mai dichiarata di lasciare che il fuoco faccia la sua strada, ma il fatto che abbia distrutto esclusivamente le case degli autoctoni e salvato le strutture turistiche, suona molto male. Poi non ho mai visto persone anche se ricche pur avendo a disposizione risorse d’acqua, anche se limitate per lo scopo, rifiutarsi di renderla disponibile per salvare almeno qualche casa e infine i pompieri non potevano tentare l’estrema ratio, usare l’acqua di mare? Potevano salvare qualche fila di case e contenere l’espandersi dell’incendio. Poi il diffondersi del fuoco sulle sterpaglie, in apparenza, sembra averlo fatto controvento che è un’assurdità.

Ci sono azioni che avrebbero dovuto compiere nel caso in cui a causa di un uragano i venti superassero i 100 km/h, ne hanno fatto solo una, tenere a casa i bambini da scuola, così con meno gente in giro potevano agire meglio? Poi il giorno dell’incendio i venti hanno raggiunto picchi di 60 km/h, il giorno prima 70 km/h, l’uragano che stava passando a circa 700~800 km non era abbastanza forte e grande da determinare la catena di eventi che si sono verificati, ma è stata colta l’occasione per “agire” con modalità che non hanno fatto altro che aumentare i sospetti, sembrava tutto programmato per far sì che avvenga quel che è successo per quante cose non hanno funzionato.

Nessun SMS, nessun avviso in TV, nessuna sirena ha suonato, tranquilli, non sta accadendo nulla non fare il complottista, se non fai o hai dimenticato di fare le prime due cose, almeno suona le sirene anche se erano previste per uno tsunami, almeno la gente esce di casa poi che c’è un incendio lo vede, capisce cosa deve fare, non sono decerebrati!

Dopo l’incendio, ma con ancora i fumi residui e le vittime sotto shock, si sono fatti sentire gli immobiliaristi in cerca di affari a buon mercato raggirando chi da sopravvissuto si è ritrovato senza una casa e tutto quel che vi aveva dentro. Avevano già i moduli precompilati, 5000 $ e ti levi la preoccupazione della casa bruciata, certo, con la perdita della proprietà poi dove vai con i costi che ci sono in luoghi turistici come alle Hawaii?

Però prima di proseguire nella lettura, provate a rispondere a questa domanda: “Si può affermare che si tratta di un incendio puramente casuale?“, è difficile rispondere di si, ti senti in mala fede. A titolo informativo, guardiamo cosa sono e cosa si sa su queste armi a energia diretta che in campo militare già usano precisando che quando il pubblico ne viene a conoscenza, erano già disponibili 10 anni prima. Le armi ad energia diretta: i cannoni laser ad alta energia sono già una realtà è un articolo scritto il 06/01/2019 abbastanza documentato che rende bene l’idea di come il settore si sia sviluppato e altamente specializzato per sfruttare gli effetti negativi di qualsiasi tipo di onde.

A supporto vi posso anche citare un brevetto per armi a energia diretta e guarda caso salta fuori un’azienda israeliana, la RAFAEL ADVANCED DEFENCE SYSTEM LTD.

Richiesta di brevetto del 2015 della RAFAEL ADVANCED DEFENCE SYSTEM LTD. ad Haifa in Israele.

Ora possiamo dire che non stiamo vaneggiando, ma puntiamo l’indice su una possibile causa a fronte di zero idee alternative. Aggiungo che data la potenza relativa di pochi kW, i raggi devono mantenere un’elevata coerenza per innescare un qualche effetto sull’obiettivo che, secondo me, preferenzialmente deve essere statico per permettere l’incremento di calore localizzato, come quando con una lente si cerca di bruciare la superficie di un pezzo di legno, se uno ti muove il legnetto a destra e a sinistra anche di poco non succede nulla. Ciò non pone, ovviamente, a favore della mia tesi ma prendo in considerazione ogni

Se vuoi scaricare il pdf del brevetto, questo è il link:
https://patentimages.storage.googleapis.com/44/cd/82/4deddb680464d3/US10337841.pdf

Lahaina

Lahaina era la vecchia capitale delle Hawaii prima che gli USA la spostassero a Honolulu perché gli indigeni non li volevano. Come non pensare che non vi fosse un piano recondito per sistemare gli autoctoni, come peraltro hanno fatto senza alcun problema con quelli del Nord America fino a poco tempo fa.
Solo conoscendo la storia degli abitanti delle Hawaii è possibile capire cosa potrebbe esserci dietro agli incendi che hanno devastato Lahaina.


Hanno detto su Maui

Un paio di giornalisti sono stati gli ispiratori che mi hanno incuriosito a sufficienza per fare le mie verifiche e pormi domande nuove.

Il primo giornalista è Alfredo Tocchi di cui vi metto un estratto del suo art.:

8 agosto 2023, oltre 3.000 edifici di Lahaina, sull’isola di Mahui, vengono completamente distrutti. I morti accertati sono 115, i dispersi più di 850.

Le sirene del sistema di allarme non vengono azionate, nonostante il vento forte (causato dal passaggio dell’uragano Dora) non viene staccata la corrente elettrica e in pieno incendio i vigili del fuoco si ritrovano senz’acqua.

Per continuare a leggere l’art. Incendi a Maui, Hawaii, fatalità o crimine premeditato? Lahaina vittima del Great Reset, Klaus Schwab la mente dietro

Il secondo giornalista è Massimo Mazzucco con un video “Disastro INTENZIONALE“:

MAUI: disastro intenzionale

Questo è l’indice del video documentario di Massimo Mazzucco (giornalista) intitolato:
MAUI: disastro intenzionale“, con cenni storici che aiutano a trovare una chiave di lettura per comprendere questo disastro.

  • Introduzione
  • I sospetti
  • La versione ufficiale
  • La versione ridicola
  • Le anomalie
  • La storia delle Hawaii
  • Gli abitanti di Maui
  • Il futuro di Maui
Maui wildfires: Drone video shows Lahaina left in smouldering ruins

Video con carrellata del disastro di Maui, uno dei più completi che mi hanno aiutato a pormi domande.

Ovviamente i giornalisti che intendono mostrare esclusivamente le ceneri schivando la villa di fronte, o l’altro lato della via che sembra siano stati protetti da un muro invisibile, sono i primi a non voler farsi domande. Capisco che fa più senso vedere o far sembrare che non si sia salvato nulla per avere il massimo numero di visualizzazioni sul canale YouTube, ma non è vero giornalismo.

Credits:
Per i media dove non è indicatonulla o è già auto referenziato come i video, sono screenshot fatti con la app di Google Earth, che più risultavano attinenti e in parte rielaborato ai fini del post da senzatempo.org


Una risposta a “Incendi a Maui (Hawaii), fatalità o crimine premeditato?”

  1. […] quest’informazione appare in rete dopo 3 giorni che è avvenuto l’incendio a Lahaina sull’isola di Maui alla Hawaii dove l’assenza di persone scoperte ad appiccare fuoco all’interno di un ambiente […]

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