È guerra sulle CCTV, le telecamere di sorveglianza.

CCTV (sala controllo)
CCTV (sala controllo) – https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0
Le telecamere di sorveglianza saturano i centri urbani ma non è la violazione della privacy a determinare una feroce battaglia contro di esse.
6–9 minuti

CCTV significa televisione a circuito chiuso, tipicamente telecamere di sorveglianza diffuse ovunque nelle grandi città, piccoli centri urbani, sportelli bancomat fino ai distributori automatici di qualunque cosa. Rappresentano un deterrente contro atti di vandalismo o per rintracciare soggetti responsabili di un crimine e che corrispondono ad una erta descrizione.

All’inizio sembrava la panacea contro il microcrimine, ma poi non puoi nemmeno leggere il giornale facendo colazione al bar nei tavolini all’aperto senza che qualche scansafatiche stando seduto si faccia il suo film della giornata e poco alla volta un’idea delle tue abitudini. Per esempio, seguire una bella donna, vedere gli spostamenti, conoscere le sue abitudini, raccontare queste storie tra colleghi e vince quella con il maggior passaggio del soggetto davanti a CCTV diverse.

Bel mestiere, vero? Specialmente se pagati!

Ma riflettiamo un attimo, tutte queste telecamere di sorveglianza hanno veramente raggiunto lo scopo di mitigare la microcriminalità? La percezione è che siano state un fallimento ed hanno solo contribuito alla crescita di un mercato fiorente di telecamere, centraline e schermi visto che un criminale può sempre usare un passamontagna o più semplicemente una mascherina monouso di tipo chirurgico che non desta sospetti dopo i Covid-19, l’identificazione è veramente difficile. Solo criminali veramente stupidi non si coprono adeguatamente il viso o parti del corpo con tatuaggi. Perciò se da un lato non costituiscono un deterrente sono efficaci per ottenere elementi per rintracciare i criminali per mezzi di pochi dettagli, ma sempre dopo l’evento. È come se la polizia rinunciasse a presidiare adeguatamente il territorio e conti d’ottenere la cattura dei criminali grazie ai dettagli. È come se un ventenne si arruolasse nell’esercito da si rifiutasse di sparare.

Un’altro problema spesso sottovalutato che rende la video sorveglianza inadeguata per una corretta identificazione di ladri e criminali in condizioni di scarsa luce è la risoluzione della telecamera e dimensione del soggetto dentro l’inquadratura. Se non è possibile identificare una persona in modo inequivocabile sono soldi buttati.

Londra

UELZ spy a Londra.

Deve essere proprio per questa ragione che a Londra hanno deciso di porre fine a queste difficoltà installando nuove telecamere con risoluzione sufficiente all’identificazione da remoto di criminali. Le chiamano ULEZ e l’IA in tempo reale deve trovare corrispondenza dei dati biometrici con l’archivio dei ricercati. Il problema è che l’80% delle identificazioni sono fasulle e ignari cittadini vengono fermati generando malcontento e inquietudine, lo capite che se solo il 5% dei fermi fosse un errore dell’IA sarebbe già un successo, anche se si passa il concetto che l’IA può sbagliare ma si accetta ugualmente e questo in futuro potrebbe ritorcersi contro il cittadino. L’IA dovrebbe essere esente da errori prima di applicarla nel mondo reale.

Qui addirittura sembra che stiano filmando di giorno.

Le conseguenza di questo fallimento? Ogni notte ragazzi vestiti di nero e mascherati tagliano i pali su cui sono montate le telecamere, non importa che siano ULEZ o no e se il palo servisse anche per un semaforo. Con un seghetto alternativo elettrico a batteria, tagliano e abbattono decine di telecamere per notte. Se non possono raggiungere la telecamera, strappano i cavi o incendiano la prima centralina da cui passano le trasmissioni. Molto probabilmente l’intervento ogni tanto serve anche per fare un po’ di bottino (furto).

Se facciamo un paio di ragionamenti in base alle cronache degli ultimi anni, chi abbatte le telecamere sono al 100% (anche senza prove non serve nemmeno indovinare) gli inglesi. Il motivo? Quanti immigrati sono schedati nei loro archivi secondo voi? Perciò questa è un’ulteriore misura per colpire i cittadini londinesi nonché ricercati, va bene, ma sbaglia 80 volte su cento e gli immigrati sono fuori da questa “caccia” e agiscono impuniti anche in molti paesi UE, Italia compresa ovviamente.

Tehran

In che modo Tehran, la capitale di un paese sanzionato e con scarsi mezzi può entrare di diritto in questo post?

Nella foto l’edificio distrutto in cui si trovava Khamenei quando fu ucciso.

Nel 2026 a partire da gennaio abbiamo appreso che il Mossad e MI6 sono attivamente presenti in Iran per fare attività di spionaggio e creare cellule locali da usare a tempo debito per provocare scintilla per far esplodere la rivolta popolare contro il”regime” iraniano. Il tentativo fallì ma nel corso di anni hanno mappato tutte le telecamere pubbliche e le hanno hackerate.

Secondo il Financial Times, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno utilizzato algoritmi per interpretare enormi quantità di dati, consentendo loro di costruire modelli comportamentali per le guardie del corpo di alto livello; la CIA disponeva di informazioni umane sul leader supremo.” : La notizia è poi stata riportata il 2 marzo 2026 anche su timesofisrael.com

A differenza dell’attacco Israele/U.S. del 2025, quest’anno gli iraniani sapevano che non sarebbe stato uno scambio di colpi “telefonato” o concordato, ma una vera guerra, perciò Khamenei alla sua venerando età ha deciso di non nascondersi più, consapevole che la sua uccisione ne avrebbe fatto un martire con la capacità di riunire tutto il popolo che dopo i fatti di gennaio doveva essere motivato e riunito sotto la bandiera iraniana dimenticando i problemi interni. E così è successo. Infatti non è che lo scorso anno il Mossad (e prima ancora) non avesse mai hackerato le CCTV di Tehran, anzi, ma non sono mai riusciti a colpire il luogo in cui dorme il leader supremo.

Ecco che questo fatto ci insegna che non solo le CCTV devono risultare efficaci secondo l’obiettivo desiderato, ma anche sufficientemente protette da firewall e password efficaci, perché quello che non riesci a fare tu lo fanno terzi in modo molto più efficace.

Tel Aviv

Tel Aviv possiede la migliore tecnologia informatica per hackerare le apparecchiature del nemico, ma pensando d’essere i migliori al mondo si sentono tranquilli, basta applicare le buone regole di sicurezza e se qualcuno tenta di fare il medesimo gioco che hanno fatto loro a Tehran, li scoprono. Ma succede qualcosa.

Secondo un funzionario israeliano, hacker legati all’Iran hanno intensificato gli attacchi informatici contro Israele dall’inizio della guerra, cancellando i dati di oltre 50 piccole imprese e compromettendo decine di telecamere di sicurezza. (scrive Bloomberg.com il 24 Marzo 2026)

Poi come nella migliore tradizione israeliana, dopo una notizia su un punto debole, arriva la smentita secca per fa sapere che nessuno ha violato la loro rete di CCTV, ma di fatto hanno perfezionato e intensificato i controlli repressivi di chiunque riprenda per ragioni di sicurezza. Difficilmente troviamo video con personale israeliano che stacca le CCTV, perché quelle sensibili le hanno tutte disattivate invitando anche i privati a disattivare le proprie. Ma lo scorso anno gli interventi per disattivarle erano abbastanza brutali. Vedi immagine seguente:

CCTV staccate a colpi di badile, a destra la freccia conferma ogni riferimento a Israele. fonte

L’immagine riporta la data 8-Marzo-2026, ma in realtà il video è apparso la prima volta in rete nel 2025 a dimostrazione che Israele nonostante le sue “dotazioni” vuole eliminare qualsiasi informazione che possa far conoscere direttamente o indirettamente al nemico i danni o modo d’agire dei missili per la difesa aerea. Perciò inizialmente le CCTV venivano abbattute brutalment, poi hanno iniziato a disattivarle preservando la rete e dispositivi. Anche le riprese di telecamere di giornalisti stranieri venivano malamente interrotte per evitare che riprendano proprio in quel momento un attacco di missili iraniani.

D’altronde gli iraniani hanno anche hackerato Iron Dome, l’ombrello di protezione dei cieli da missili nemici, figuriamoci una CCTV.

Le attività degli iraniani di hackeraggio delle CCT non si è limitato solo a Israele, ma sono avvenute anche in  Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Libano e pure Cipro.

Un sito specializzato in informatica ha pure messo online una lista di marchi di CCTV con la loro lista di vulnerabilità. I marchi segnalati sono Hikvision  e Dahua, per la seconda vedete sotto la lista delle vulnerabilità, precisando che per tutte le versioni sono disponibili delle patch.

CVEVulnerabilità
CVE-2017-7921Una vulnerabilità di autenticazione impropria nel firmware delle telecamere IP Hikvision
CVE-2021-36260Una vulnerabilità di command injection nel componente server web di Hikvision
CVE-2023-6895Una vulnerabilità di iniezione di comandi del sistema operativo nel sistema di intercomunicazione Hikvision.
CVE-2025-34067Una vulnerabilità di esecuzione di codice remoto senza autenticazione nella piattaforma di gestione della sicurezza integrata Hikvision
CVE-2021-33044Una vulnerabilità di bypass dell’autenticazione in diversi prodotti Dahua

Conclusione

Le CCTV da dispositivi di deterrenza per micro crimini, quindi per rendere più pacifica la vita del mondo civile, si è passati ad impiego nelle strategie militari che trasferiscono i dati alle IA e noi cittadini, inconsapevolmente mentre ci sentivamo più sicuri aumentando la loro diffusione, abbiamo finanziato uno strumento per la guerra ibrida.

La soluzione?

  1. Disattivazione in caso di guerra,
  2. Fare tutti gli aggiornamenti software disponibili, anche se ciò non è una garanzia,
  3. Informarsi prima dell’acquisto.

Lascia un commento

Lascia un commento
You May Also Like
il primo iPhone
Read More

iPhone in pratica

iPhone è arrivato, o almeno l’hanno presentato, e la sua interfaccia cattura il pubblico, molto più delle sempre ottime presentazioni di Steve Jobs.
Read More