Se in 2000 anni siamo giunti nello spazio, quanto ci metteremo a raggiungere un altro sistema stellare?

In 2000 anni siamo arrivati sulla Luna che dista 0,35 milioni di km, scritto così sembrano pochi, ma sono sempre 350.000 km.
2–3 minuti

Considerando che il sole si trova a 149,6 milioni di km (1 UA) e che la periferia esterna del sistema solare costituita dalla nube di Oort è è pressapoco tra 50.000 e 100.000 UA, questo significa che per giungere il bordo esterno del sistema solare, dovremo percorrere 42,7428E6 volte la distanza Terra-Luna e ammettendo di raggiungere una velocità di 1.000.000 km/ora impiegheremmo 1,70776E3 anni (cioè 1707,76 anni), moltiplica circa per 6 e raggiungi la stella più vicina.

Appena avremo sviluppato una tecnologia adeguata che ci permetta di avvicinare la velocità della luce, per ipotesi 0,9c, probabilmente la stella più vicina richiederà 7 anni per raggiungerla, tempo missione più altri 7 anni di ritorno, ma al ritorno sulla terra per effetto della teoria di Einstein potrebbero essere passati 32,11 anni secondo il tempo relativistico ovviamente più gli anni di sosta presso la stella visitata. Questo è un effetto relativistico molto noto anche al grande pubblico.

Potremmo avviarci su questa strada quando sulla Terra smetteremo di basare i nostri spostamenti nello spazio usando la chimica.

Probabilmente per finire l’energia fossile e costringerci a reinventare la fonte energetica passerà ancora molto tempo, nel 2100 o 2200, ma probabilmente certe tecnologie verranno mature prima, poi si dovrà ottimizzare la prima che consenta vantaggi strategici rispetto ai carburanti chimici, rendere sicuri i voli, ma la velocità sarà ancora un problema.

Poi c’è da considerare che l’industria spaziale è finanziata con le tasse dei cittadini, quindi, ci sarà un’inerzia notevole, prima dovremo rendere efficienti i sistemi di navigazione all’interno del sistema solare, sviluppare tecnologie adatte e rendere abitabili nel lungo tempo dei pianeti, Marte o una luna di un’altro pianeta del nostro sistema solare, farci delle esperienze per poterle sfruttare pensando a obiettivi a più lungo raggio, infatti, a che serve raggiungere una stella con pianeti abitabili senza un programma preciso o senza averlo provato?

Una missione così lunga e distante richiede un team particolare, dovremo aver superato ogni problema di malattia, resistenza allo spazio, poter avere uno scudo magnetico di protezione contro la polvere stellare durante il viaggio, non è detto che nel frattempo riusciamo a mettere la vita in sospensione o letargo.

Tutti i “se” che ho scritto lasciano il tempo che trova, ma tracciano un percorso che rende improbabile pensare alle stelle prima di 300 o 500 anni, poi ne serviranno moltissimi per fare delle missioni con mezzi autonomi e noi qui ad aspettare i risultati.

Ma come ho già scritto, se l’uomo non evolve e non impara come salvare il suo pianeta cosa cosa porta su altri pianeti di altre stelle? Distruzioni?


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