Se il permafrost scongela migliaia di virus millenari, come sopravviveremo?

Il Permafrost si scongela
Nel permafrost della Siberia è stato trovato un virus gigante.
3–4 minuti

Resuscitato in Siberia un virus preistorico gigante: quanti altri ce ne sono nel permafrost che si scioglie per il riscaldamento globale? Che cos’altro dobbiamo temere dai cambiamenti climatici?

Se ne stava addormentato da 30.000 anni nel permafrost della Siberia, quando un gruppo di ricercatori francesi l’ha riportato in “vita” e si è ripreso come se nulla fosse.

È il Mollivirus sibericum, il secondo virus preistorico trovato dal gruppo di ricercatori (qui la pubblicazione su Pnas). Prima della completa riattivazione gli scienziati hanno verificato con accuratezza che non potesse costituire alcun pericolo per uomini e animali del nostro tempo. Il ritorno in vita è stato possibile iniettandolo in un’ameba unicellulare, operazione condotta in un laboratorio scientifico controllato.

Gigantesco. Una particolarità di questo virus è il fatto che è di notevoli dimensioni, mezzo micron, ossia mezzo millesimo di millimetro. Stando ai ricercatori, il virus resuscitato – che non preoccupa – è comunque un monito da tenere in seria considerazione.

Perché le zone artiche, che si stanno riscaldando a una media che è circa due volte superiore a quella del resto del pianeta, porteranno allo scioglimento di molte aree di permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato attorno al Polo Nord. «Non è da escludere che alcuni virus mortali per gli esseri viventi dei nostri giorni potrebbero, nel caso vi fossero ospiti vulnerabili, infettare vari ecosistemi con conseguenze tutte da immaginare», ha commentato Jean-Michel Claverie, responsabile della ricerca.

Ma c’è di più. Le aree in cui potrebbero esserci altri virus ibernati sono oggetto di ricerche minerarie e petrolifere, che potrebbero anch’esse portare alla luce i microorganismi e diffonderli. «Se non si procede con cautela, le conseguenze potrebbero essere drammatiche», ha sottolineato Cleverie.

Ci sono almeno 500 generi di virus simili a quello portato alla luce, mentre un altro virus preistorico scoperto nel 2003 ne ha addirittura 2.500: per chiarire, il virus dell’influenza A ha solamente otto generi. Questo deve fare riflettere su quanti virus preistorici potrebbero essere pericolosi, e senza che oggi si sappia nulla su come combatterli.

9 settembre 2015 Luigi Bignami
Fonte: Focus.it


Su questo tema esistono molti articoli giornalistici in genere allarmistici, come questo, ma ce ne sono di quelli che fanno un’informazione corretta, mettendo in evidenza come attualmente per noi umani i rischi siano pressoché nulli a causa di numerosi salti di specie che i virus dovrebbero fare.

Poi ci sono ricerche scientifiche e materiale divulgativo.

Per sgombrare i dubbi dal campo, propongo questa selezione ragionata di link:

1. Virus giganti del permafrost: perché non sono automaticamente patogeni umani
2. Permafrost e rischio di virus antichi vs zoonosi moderne
3. Allerta scientifica vs allarmismo mediatico

Categories: Medicina, Scienza della vita

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