Gli Stati Uniti stanno pianificando di riattivare North Field sull’isola di Tinian, nelle Marianne settentrionali, una base aerea storica da cui nel 1945 partirono le missioni che sganciarono le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Durante la Seconda guerra mondiale Tinian, insieme alle basi di Guam e Saipan, era uno dei principali centri operativi dei bombardieri B-29; da lì fu lanciato anche il bombardamento incendiario di Tokyo del marzo 1945.
Secondo il generale Kenneth Wilsbach, comandante delle forze aeree statunitensi nel Pacifico, la base sarà recuperata dopo decenni di abbandono: dal 1946 l’area è stata in gran parte coperta dalla giungla. Una volta completati i lavori, North Field diventerà una struttura “estesa” destinata a supportare il concetto operativo dell’aeronautica americana chiamato Agile Combat Employment, che prevede la dispersione degli aerei militari su molte basi nel Pacifico occidentale invece di concentrarli in poche installazioni principali, come Andersen AFB a Guam o Kadena a Okinawa.
Non è chiaro se la base tornerà a ospitare bombardieri nucleari, ma il suo recupero è destinato ad attirare l’attenzione della Cina. Il possibile ruolo operativo di North Field è suggerito anche dall’intensificarsi delle esercitazioni congiunte tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud: il 20 dicembre due bombardieri B-1B statunitensi hanno partecipato a manovre aeree con le forze dei due alleati. Secondo la rivista Air & Space Forces, nel corso dell’anno i bombardieri americani hanno preso parte a 14 esercitazioni con Corea del Sud e/o Giappone.
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa primavera i sistemi informatici della base militare di Guam sono stati oggetto di un potente attacco cibernetico per il quale è stata accusata la Cina. Alcuni hanno sostenuto che il vero obbiettivo dell’hacking fosse in realtà Taiwan. Tre anni fa l’Esercito di Liberazione del Popolo cinese aveva pubblicato un video che mostrava un attacco alla base americana di Guam.
Il domino del Pacifico vede la contesa di varie isole disabitate dell’area da parte di un numero di Paesi – Repubblica Popolare Cinese, Repubblica di Cina (cioè, Taiwan), Giappone, Filippine, Vietnam. Ciascuna nazione rivendica come propri tratti di mare che rivestono sempre più importanza strategica nella tensione crescente nel settore.
La Repubblica Popolare Cinese sta costruendo basi aerei anche creando atolli artificiali.
Washington a inizio anno ha promesso di difendere il Giappone con armi nucleari, mentre Tokyo ha dato l’anno scorso via libera per il contrattacco di basi nemiche (cioè cinesi e nordcoreane) da parte delle sue Forze di Difesa, le quali, per questioni costituzionali, non possono essere chiamate «esercito».
Sconfinamenti di caccia sono tipici nel Mar Cinese, con i caccia della Repubblica popolare che si avvicinano a Taiwan o alle isole Senkaku, rivendicate del Giappone.
Fonte: Home – RENOVATIO 21
Data: 26 dicembre 2023
Da notare che su Google Hearth non ci sono immagini storiche più recenti di settembre 2023 dell’Isola di Tinian, per cui non si sa se effettivamente il progetto è stato avviato.
Da notare che nella vicina isola di Guam, c’è già un aeroporto attivo con una pista di lunghezza adeguata per i bombardieri B-2 Spirit e praticamente alla medesima distanza dallo Stretto di Taiwan di 2880 km.
Probabilmente nel caso di un conflitto, dalle piste lunghe partirebbero bombardieri, aerei cisterna e pochi caccia, da Tinian i caccia che necessitano di piste meno lunghe ma mancherebbe tutta la logistica, manutenzione, alloggi, capannoni…
Gli USA che rispolverano vecchie basi della WWW2 non solo prendono sul serio mostrare i muscoli, ma sono sulla strada per destare preoccupazioni che spingeranno i cinesi con maggiore convinzione nel creare una deterrenza tale da annullare il significato simbolico e anche psicologico della pista di Tinian.
Aggiornamento del 11 Mar 2026

Facendo un controllo su Google Earth, notiamo che effettivamente sull’isola di Tinian i lavori procedono. L’immagine che vedete sopra è di Ottobre 2025 e si possono notare due piste effettive di decollo atterraggio e due piste di rullaggio con hangar che probabilmente saranno del tipo rinforzato per circa un centinaio di caccia. Ovviamente devono predisporre tutte le infrastrutture, magazzini ricambi, missili, bombe, carburante, edifici tecnici, uffici, palazzina per il personale fisso e “volante” ed altri servizi ad esempio ristorazione, ospiti, parcheggi.
Se pensiamo che sia già folle realizzare la più grande base NATO a Costanza in Romania a pochi km dalla Crimea, con tutte le infrastrutture necessarie reperibili in gran parte localmente, immaginate quanto potrebbe costare invece portare tutto, ad esempio da San Francisco che è a 9200 km. Quando arrivano sull’isola atterrano nel locale aeroporto civile che si trova a 8 km circa.
Ma tutti questi sforzi a che cosa servono? A detenere l’egemonia geopolitica globale? Ma si sono resi conto che hanno permesso alla Cina di diventare la fabbrica del mondo e su questo modello realizzano navi e caccia a ritmi 100 volte superiori a quelli occidentali a metà prezzo? E poi c’è sempre il rischio tangibile che le tue azioni richiedano atti forza, anzi, sembra che la sovrastruttura militare (700 basi USA nel mondo) serva proprio per manifestare la propria potenza per ricordare al mondo che sono loro quelli che comandano. Poi vediamo cosa succede quando si comportano come se tutto gli fosse dovuto. Si scopre che la loro supponenza è tale da non avere piani B o C nel caso in cui la o le controparti abbiano abbondanti mezzi per ribellarsi e risponderti con superiorità di hardware.
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