La “Strategia del pazzo” è una teoria U.S., quali sono le altre, a cosa servono?

Teorie cercasi
Teorie cercasi (immagine AI)
Ogni tanto emergono teorie, l’ultima “La strategia del pazzo”, se da un lato servono a comprendere cosa sta accadendo, dall’altra inizi a pensare che c’è gente che studia solo qual è il miglior complotto o strategia da ordire contro nemici che ancora non sanno d’esserlo.
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La “Strategia del pazzo” non è l’unica, a seguito dell’investitura di Trump a presidente è emersa anche la “Dottrina Monroe”, ma prima vediamo a cosa sono destinate:

Dottrine di politica estera (principi ufficiali che guidano l’azione di uno Stato).
Strategie geopolitiche (modi di perseguire sicurezza, influenza o predominio).
– Teorie accademiche (modelli che spiegano come gli Stati si comportano).
– Dottrine militari (concetti operativi per vincere guerre o scoraggiare avversari).

La cosiddetta Dottrina Monroe non nacque formalmente per “dominare il mondo”, ma per impedire nuove colonizzazioni europee nelle Americhe. Nel tempo è stata però interpretata come uno strumento di espansione dell’influenza statunitense nell’emisfero occidentale.

La teoria del pazzo” (Madman Theory) è invece associata a Richard Nixon: l’idea era far credere agli avversari di essere imprevedibili e potenzialmente disposti a misure estreme, per ottenere concessioni diplomatiche.

Tra le altre dottrine e strategie spesso citate ci sono:

Stati Uniti

Containment: contenere l’espansione sovietica.
Truman Doctrine: sostegno ai Paesi minacciati dal comunismo.
Domino Theory: la caduta di uno Stato avrebbe provocato quella dei vicini.
Rollback: non solo contenere, ma far arretrare l’influenza avversaria.
Deterrence: scoraggiare un attacco minacciando una risposta devastante.
Mutually Assured Destruction: equilibrio basato sulla capacità di distruzione reciproca.
Bush Doctrine: legittimità di azioni preventive contro minacce percepite.

Altre potenze

Heartland Theory: chi controlla il cuore dell’Eurasia può dominare il mondo.
Rimland Theory: il controllo delle coste eurasiatiche è più importante del cuore continentale.
Lebensraum: espansione territoriale verso est.
Brezhnev Doctrine: diritto dell’URSS di intervenire nei Paesi socialisti alleati.
Three Warfares: guerra psicologica, mediatica e legale per influenzare gli avversari.

Teorie generali sul predominio

Molte strategie non parlano apertamente di “dominare il mondo”, ma perseguono:

  1. Egemonia regionale (essere la potenza dominante in una regione).
  2. Bilanciamento di potenza (impedire che un rivale diventi troppo forte).
  3. Deterrenza (convincere il nemico a non attaccare).
  4. Coercizione (ottenere concessioni tramite minacce).
  5. Soft power (influenzare attraverso cultura, economia e istituzioni).
  6. Guerra ibrida (combinazione di strumenti militari, economici, informativi e cyber).

Nella storia delle relazioni internazionali e della strategia militare, queste sono le più note e diffuse, segno che non sono le uniche, d’altronde è ovvio che localmente se ne saranno sviluppate altre, i geni sono abbastanza distribuiti ma il loro successo dipende dalla grandezza di scala su cui hanno operato.

Ci sono anche teorie meno note ma con maggiore impatto di tutte le altre, come i rapporti formulati dalla RAND Corporation di Camberra (AU) con diverse sedi nel mondo in particolare U.S. e Regno Unito, un think tank politico globale, non profit (da non credere) con 1850 dipendenti che nel 2019 ha pubblicato un report di >350 pagine su come “scaricare le batterie” alla Russia. Cioè la guerra fredda era solo una tappa, ma la Russia è sempre la Russia, occorreva completare il lavoro seguendo strategie multilivello e multidisciplinari.

Gli U.S. tra le tante analisi che ricevono ne hanno commissionata una alla RAND che nel 2019 consegna il rapporto: “Overextending and Unbalancing Russia” cioè, esaustive opzioni non violente e costose che gli Stati Uniti e i loro alleati potrebbero perseguire in ambito economico, politico e militare per mettere sotto pressione – sovraccaricare e squilibrare – l’economia e le forze armate russe, nonché la posizione politica del regime in patria e all’estero.

Per per attuare questo concetto già esistente, nel 1992 hanno inviato a Mosca un team di economisti per “aiutare i russi a depauperare i beni statali”.

L’idea generale ricorda strategie storiche quali:

– l’attrito economico
– la corsa agli armamenti
– il contenimento
– la pressione simultanea su più fronti diplomatici, militari ed economici.

In termini teorici, il rapporto RAND si colloca nell’ambito della competizione tra grandi potenze e della strategia del cost-imposing (“imporre costi”), cioè costringere il rivale a sostenere spese o impegni crescenti fino a ridurne la libertà d’azione.

Questo rapporto rende chiaro chi tra Ucraina e Russia è il vero aggressore. Ci sono decenni di cronaca che lo dimostrano ma purtroppo al grande pubblico che segue i media mainstream, sfugge il disegno e segue la narrativa che dice esattamente il contrario. Dopo l’invasione russa in Ucraina, si avviarono trattative di pace a Istambul la settimana successiva, ma a Kiev arrivò Boris Johnson a porre il veto a Zelensky ed impedirgli di firmare, segnando di fatto la condanna dell’Ucraina. Così la City di Londra guadagna denaro con le sue partecipazioni ai fondi di investimento che hanno in pancia titoli azionari delle aziende che fabbricano armi.

Chaos Theory

Ma c’è ancora una teoria abbastanza interessante, perché nel caos o emergenza vedi in veri rapaci in azione fare affari estemporanei, di breve durata o durevoli.
Chaos Theory: la teoria del caos è solo una teoria matematica per sistemi non lineari poco incline ad essere coniugata a strategie in geopolitica o nelle guerre, ma di fatto per i rapaci è piena di opportunità.

Durante un’emergenza, un conflitto o una crisi:
– alcuni soggetti cercano semplicemente di sopravvivere
– altri cercano di ridurre i danni
– altri ancora vedono opportunità di profitto, influenza o espansione.

In questo senso il termine “rapaci” è più una valutazione morale, ma il fenomeno esiste.
Si possono osservare, ad esempio:
– speculazioni su beni scarsi
– acquisizioni di aziende in difficoltà a prezzi molto bassi
– conquista di quote di mercato lasciate libere da concorrenti indeboliti
– aumento dell’influenza politica attraverso aiuti, prestiti o accordi strategici
– consolidamento di posizioni economiche che restano vantaggiose anche dopo la fine dell’emergenza.

Dal punto di vista geopolitico, spesso la domanda interessante non è “Chi ha provocato la crisi?” ma “Chi era preparato a trarne vantaggio?”.

Di recente accade sempre più spesso che molte cose che accadono, sono già state viste in un film anni fa, mi sto riferendo al film CHAOS del 2005 che suggeriva, appunto, che determinate situazioni sono delle opportunità. A pensarci bene c’erano già state situazioni di “caos” dal 1990 al 2005 che si prestavano bene ma il “disegno” si rende evidente anni dopo a cose fatte.

Conclusione

Tutte queste teorie dimostrano solo come nel mondo si studi come avere la meglio del vicino di casa per goderne delle risorse, una cosa innata alle élite finanziare del miglio quadro di Londra, manipolatori di lunga data e rapinatori seriali dei popoli. Spesso nella cronaca di un evento, guerra, false flag, attacco militare, dietro c’è sempre il denaro e prima di arrivare a loro ci sono molti strati o livelli da superare.

Un aspetto interessante è che quasi nessuna dottrina ufficiale dichiara apertamente come obiettivo il “dominio mondiale”. Più spesso l’obiettivo dichiarato è la sicurezza nazionale, mentre gli studiosi discutono se alcune strategie abbiano come effetto pratico l’espansione dell’influenza o dell’egemonia.


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