Come Washington pensava di sfruttare la fiducia di Khamenei per ridisegnare gli equilibri iraniani

Trump e Khamenei nello studio ovale
Trump e Khamenei nello studio ovale (immagine IA)
Gli U.S. le pensano tutte, perfino di sfruttare lo Studio Ovale per ingannare Khamenei ottenendone la fiducia ma con l’obiettivo finale di farlo cadere da capo supremo con un nome di fiducia.
2–3 minuti
Tra gli ipotetici sviluppi della guerra tra Iran e Israele c’è anche quello di un coinvolgimento, sempre più diretto, degli Stati Uniti. “Gli iraniani hanno suggerito di venire alla Casa Bianca a negoziare. Io non posso andare lì con tutto quello che sta succedendo”, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando di un “ultimatum definitivo” e augurando “buona fortuna” alla guida suprema Ali Khamenei, che ha detto che l’Iran “non si sarebbe mai arreso”. La missione iraniana presso l’Onu ha replicato e smentito la versione dei fatti offerta dal tycoon repubblicano. “Nessun funzionario iraniano ha mai chiesto di strisciare ai cancelli della Casa Bianca. L’unica cosa più spregevole delle sue bugie è la sua codarda minaccia di ‘far fuori’ la Guida suprema dell’Iran”, si legge nel post sull’account di ‘X’ della missione diplomatica.
_ così scriveva “Il Tempo” il 18 giugno 2025.

Però non pensiate che sarebbe stato ucciso dentro la Casa Bianca, che non sarebbe mai stato trovato il colpevole e nemmeno il mandante!

Gli USA hanno provato a sfruttare il potere attrattivo dello Studio Ovale come un punto d’arrivo e d’orgoglio per chiunque ne varchi la soglia, ma con l’Iran non ha funzionato.

Ali Khamenei ha già nominato tre successori, poi è con la sua famiglia in un bunker sconosciuto, ha passato i poteri di alcune decisioni all’esercito di volontari dei pasdaran per evitare che l’intercettazione delle comunicazioni permettano di identificare le coordinate del bunker in cui si trova la guida suprema o di rallentare l’azione dovendo rispettare un protocollo di sicurezza per evitare che si rintracci il bunker segreto.

Ma in che modo l’intelligence israeliana o americana avrebbe potuto eliminare questa figura iconica dell’Iran?

Quando avrebbe dovuto lasciare la Casa Bianca per tornare a casa, lo tracciavano fino all’ingresso nel suo bunker. Per gli iraniani non era difficile immaginarlo, poi lìintento era già stato espresso (durante i negoziati) con il solito linguaggio anti diplomatico che Trump è avvezzo usare.

E così, casualmente una bomba di profondità, o più d’una secondo le esigenze, lanciata da un bombardiere B-2 Spirit penetrava le profondità della roccia fino a raggiungere gli alloggi di Ali Khamenei. Diventava un effetto collaterale di successo di una guerra occidentale.

Così il tutto sarebbe rientrato nell’attività eccellente dell’intelligence israeliana che crede erroneamente, che uccidere i capi delle fazioni nemiche sia fondamentale per dominare la scena del conflitto. Ma abbiamo visto che dove è successo non è servito a nulla se non a rinforzare il nemico e incattivirlo fino a farti fuggire.

Questa volta gli USA volevano superare se stessi o almeno pensavano d’essere i più intelligenti convincendo Ali Khamenei stesso a fare da localizzatore.

P.S. Curiosità sull’immagine proposta e realizzata dall’IA:

  • Trump ha la mano destra con un dito in meno
  • Ali Khamenei ha la mano sinistra con sei dita
  • lo Studio Ovale non è proprio una replica
  • l’incontro non sarebbe avvenuto a tu per tu dallo stesso lato del tavolo
  • L’impressione è che la casa Bianca sia quella che si vede fuori dalla finestra
  • a parte questo i due soggetti sono ben replicati


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