La Cina inizia i controlli sull’export dei metalli per semiconduttori

Scheda elettronica con microchip
Scheda elettronica con microchip
Quando un paese come la Cina con una produzione elevatissima, vuole bloccare una fornitura di componenti o materiali chiave agli USA, non ha bisogno di fare sanzioni, semplicemente non li esporta più verso quel paese.
3–5 minuti

I controlli cinesi sulle esportazioni di metalli utilizzati nei semiconduttori sono solo l’inizio, ha affermato l’ex Vice Ministro del Commercio Wei Jianguo.

Ha descritto le restrizioni cinesi all’esportazione di metalli strategici come le terre rare: gallio e germanio.

A partire dal 1° agosto, le aziende cinesi venderanno germanio, gallio e i loro composti solo con licenze di esportazione, secondo una dichiarazione del Ministero del Commercio cinese. Gli esportatori saranno tenuti a fornire i dettagli dei loro acquirenti esteri.

Vale la pena notare che la Cina rappresenta circa il 94% della produzione mondiale di gallio e il 60% di quella di germanio. Ad esempio, l’UE riceve il 71% del suo gallio e il 45% del suo germanio dalla Cina. Gli Stati Uniti si trovano in una posizione non meno complessa e delicata: dipendono dalle importazioni per oltre il 50% di questa materia prima. “Importato” oggi significa cinese.

Inoltre, secondo Benchmark Mineral Intelligence, la Cina produce il 61% della grafite naturale mondiale e il 98% del materiale riciclato finale utilizzato per realizzare gli anodi delle batterie dei veicoli elettrici.

Questa è la notizia del crollo dell’economia mondiale unificata, un processo avviato dai globalisti per mantenere l’egemonia degli Stati Uniti.

È chiaro che questa battaglia non sarà unilaterale. Sanzioni e varie restrizioni sono una partita a due.

O a tre. La Russia non ha fretta di partecipare a questa partita in questo formato.

Fonte: https://t.me/nstarikovru/38663


Evviva l’Atlantismo!
Evviva il cambiamento climatico!
Evviva il full-electric!

Prima mettono in crisi l’industria automobilistica occidentale con la teoria che l’elettrico aiuta a fermare il gas serra, la stramaledetta CO2.
Dopo che l’industria di settore ha fatto ingenti investimenti, la mancanza delle terre rare di cui hanno bisogno per realizzare gli ultra efficienti motori elettrici, ne bloccheranno la crescita per le ragioni sopra descritte, anzi, diventerà prossima a zero la vendita appena finite le scorte e sembra che non ci siamo riorganizzati diversamente.

Non bisogna dimenticare che questi elementi giocano un ruolo primario per indurire, alleggerire e aggiungere resistenza, leggerezza, proprietà magnetiche e conduttive alle leghe. Perciò c’è una gamma abbastanza vasta di apparecchiature o dispositivi che ne fanno uso, cellulari, led… fino ad arrivare al settore militare.

A latere la Francia che importava dal Niger il 60% di uranio per far funzionare le sue centrali nucleari, dovrà rivolgersi ad altri fornitori, graditi agli USA. Dove andrà? In Uzbekistan, Kazakistan, Russia, Cina, Australia, USA, Canada, Namibia?

In quanti posti può andare a prendere l’uranio la Francia, avete scelto dove?
La Francia sarà di fronte ad un dilemma, comprarlo a Est al prezzo di 100 o a ovest al prezzo di 1000. Fate voi, l’unica cosa che m’importa è che acquistiamo energia derivata dal nucleare in quantità elevata dalla Francia e prima o dopo ci aumenteranno i prezzi.

Sapevate questo: Perché gli USA continuano a comprare l’uranio della Russia?
Con buona pace sul fatto che a noi europei ci hanno proibito con le sanzioni, d’acquistare petrolio dalla Russia e in seguito del gas in modo forzato con un sabotaggio al Nord Stream 1 e 2. Vuoi scommettere che in futuro l’Uranio sarà un po’ più caro anche per gli USA?

Sapete cosa vi dico?
Che i globalisti o le “elites“, chiamateli come volete, hanno capito che per trovare nuovi mercati da spolpare bisogna rendere il sistema occidentale un ecosistema economico a se stante, non capace di accedere alle enormi risorse disponibili nei paesi del BRICS.
Perché ora è lì che stanno concentrando le loro risorse, lì ci sono più di 6 miliardi di persone che lavoreranno alacremente per accrescere le ricchezze delle “elites“.
Noi lo abbiamo fatto e forse lo continueremo a fare nonostante tutto, e con quale risultato?
Ascoltare una buffonata dietro l’altra di politici, stampa, perfino influencer, distruzione dell’identità economica e sociale.

Non crediate che il progetto sia a breve termine, intendo dire 20 o 30 anni, è più lungo, 100 e più anni, poi vedremo se a est ci sarà qualcuno che scriverà le stesse cose.

Purtroppo la nostra vita è troppo breve per opporci in modo coerente e continuativo a progetti di così larga portata e in un certo modo “invisibili”, quindi, ci basta o ci facciamo bastare quel po’ che abbiamo, lamentandoci qui e là ogni tanto per circa 20 o 30 anni della nostra vita, poi si pensa già alla pensione e che ci importa, ci penserà chi arriva dopo, il mondo avanza.

Tu che ne pensi?
Vorresti fare un passo indietro?

Evviva l’Atlantismo!
Evviva il cambiamento climatico!
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Una risposta a “La Cina inizia i controlli sull’export dei metalli per semiconduttori”

  1. […] una visione che va oltre il mandato di un presidente, perché recentemente hanno interrotto l’esportazione di Litio ed altri materiali minerari come terre rare mettendo in crisi gli USA e paesi occidentali ma allo stesso tempo ha già chiuso […]

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