Tra gli ipotetici sviluppi della guerra tra Iran e Israele c’è anche quello di un coinvolgimento, sempre più diretto, degli Stati Uniti. “Gli iraniani hanno suggerito di venire alla Casa Bianca a negoziare. Io non posso andare lì con tutto quello che sta succedendo”, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando di un “ultimatum definitivo” e augurando “buona fortuna” alla guida suprema Ali Khamenei, che ha detto che l’Iran “non si sarebbe mai arreso”. La missione iraniana presso l’Onu ha replicato e smentito la versione dei fatti offerta dal tycoon repubblicano. “Nessun funzionario iraniano ha mai chiesto di strisciare ai cancelli della Casa Bianca. L’unica cosa più spregevole delle sue bugie è la sua codarda minaccia di ‘far fuori’ la Guida suprema dell’Iran”, si legge nel post sull’account di ‘X’ della missione diplomatica.
_ così scriveva “Il Tempo” il 18 giugno 2025.
Però non pensiate che sarebbe stato ucciso dentro la Casa Bianca, che non sarebbe mai stato trovato il colpevole e nemmeno il mandante!
Gli USA hanno provato a sfruttare il potere attrattivo dello Studio Ovale come un punto d’arrivo e d’orgoglio per chiunque ne varchi la soglia, ma con l’Iran non ha funzionato.
Ali Khamenei ha già nominato tre successori, poi è con la sua famiglia in un bunker sconosciuto, ha passato i poteri di alcune decisioni all’esercito di volontari dei pasdaran per evitare che l’intercettazione delle comunicazioni permettano di identificare le coordinate del bunker in cui si trova la guida suprema o di rallentare l’azione dovendo rispettare un protocollo di sicurezza per evitare che si rintracci il bunker segreto.
Ma in che modo l’intelligence israeliana o americana avrebbe potuto eliminare questa figura iconica dell’Iran?
Quando avrebbe dovuto lasciare la Casa Bianca per tornare a casa, lo tracciavano fino all’ingresso nel suo bunker. Per gli iraniani non era difficile immaginarlo, poi lìintento era già stato espresso (durante i negoziati) con il solito linguaggio anti diplomatico che Trump è avvezzo usare.
E così, casualmente una bomba di profondità, o più d’una secondo le esigenze, lanciata da un bombardiere B-2 Spirit penetrava le profondità della roccia fino a raggiungere gli alloggi di Ali Khamenei. Diventava un effetto collaterale di successo di una guerra occidentale.
Così il tutto sarebbe rientrato nell’attività eccellente dell’intelligence israeliana che crede erroneamente, che uccidere i capi delle fazioni nemiche sia fondamentale per dominare la scena del conflitto. Ma abbiamo visto che dove è successo non è servito a nulla se non a rinforzare il nemico e incattivirlo fino a farti fuggire.
Questa volta gli USA volevano superare se stessi o almeno pensavano d’essere i più intelligenti convincendo Ali Khamenei stesso a fare da localizzatore.
P.S. Curiosità sull’immagine proposta e realizzata dall’IA:
- Trump ha la mano destra con un dito in meno
- Ali Khamenei ha la mano sinistra con sei dita
- lo Studio Ovale non è proprio una replica
- l’incontro non sarebbe avvenuto a tu per tu dallo stesso lato del tavolo
- L’impressione è che la casa Bianca sia quella che si vede fuori dalla finestra
- a parte questo i due soggetti sono ben replicati
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