Dai legami ebraici di Trump al tentativo di isolare Putin.

Hillary Clinton e Donald Trump condividono antenati comuni.
Hillary Clinton e Donald Trump condividono antenati comuni.
Non è un caso e non c’è da sorprendersi dei legami che quasi tutti i presidenti U.S. hanno, in particolare con il mondo ebraico ampiamente presente negli Stati Uniti.
11–17 minuti

INDICE:
1 – Donald Trump
2 – Hillary Clinton e Donald Trump condividono antenati comuni.
3 – Aristocrazia del sangue
4 – L’elite vince sempre
5 – Commento
6 – Alcune copertine di TIME
7 – Come sperano di fare una rivoluzione colorata in Iran?
8 – Strategia necessaria
9 – Ma Putin cosa c’entra?
10 – Obiettivo fallito.
11 – Il risultato voluto era isolare la Russia di Putin.


Donald Trump

Donald Trump è nato il 14 giugno 1946 da Fred Trump e Mary Anne MacLeod. La sua linea paterna è di origine ebrea ashkenazita, un dettaglio che aggiunge un’interessante sfumatura alla sua storia familiare.

Il primo antenato ashkenazita conosciuto della famiglia Trump è legato alla moglie di Johann Philipp Drumpft (1667-1707), Juliana Maria Ro(d)senroth, della prestigiosa famiglia Rosenroth, influente nel circolo ebraico cabalista. Questo antenato, insieme agli altri membri della famiglia, contribuisce a delineare la complessa e variegata storia genealogica di Donald Trump1.

I Rosenroth, una famiglia di origine ashkenazita, nota principalmente per il loro contributo alla storia ebraica e alla cultura tedesca. Uno dei membri più celebri è il barone Christian Knorr von Rosenroth (1636 -1689), un ebraista cristiano e cabalista tedesco studioso delle lingue orientali, noto per la sua opera “Kabbala Denudata” (La Kabbalah Svelata). Quest’opera, pubblicata postuma nel 1677, è una delle prime e più influenti traduzioni della letteratura kabbalistica in una lingua europea, e ha avuto un impatto significativo sull’interesse europeo per la mistica ebraica.

La famiglia Rosenroth ha giocato un ruolo importante nella diffusione della conoscenza della Kabbalah ebraica in Europa, e Christian Knorr von Rosenroth in particolare è ricordato come un pioniere nel campo degli studi ebraici e delle lingue orientali nella Germania del XVII secolo.

Hillary Clinton e Donald Trump condividono antenati comuni.

L’analisi delle linee di sangue, un campo di ricerca che prende in considerazione 15-20 rami genealogici, può rivelare caratteristiche comuni nelle principali linee familiari. In questo contesto, è interessante notare che Donald Trump è anche un lontano parente di Hillary Rodham Clinton2: i due sono infatti cugini di 17° grado. Questa connessione, seppur remota, evidenzia le intricate reti genealogiche che possono esistere tra figure pubbliche di rilievo.

Il loro legame risale ai loro 18º bisnonni, John of Gaunt, primo duca di Lancaster, e Katherine Swynford, duchessa di Lancaster. Sono anche imparentati con i reali, essendo il re Edoardo III d’Inghilterra il loro diciannovesimo bisnonno.

John of Gaunt e Katherine Swynford hanno avuto diversi figli, tra cui Joan Beaufortcontessa di Westmorland, che è la 17º bisnonna di Hillary Clinton, e John Beaufort, il primo conte di Somerset, che è il 17º bisnonno di Donald Trump​​.

  • John of Gaunt (1340-1399): John of Gaunt era il terzo figlio del re Edoardo III d’Inghilterra e di Filippa di Hainaut. È stato uno dei principali personaggi politici e militari del suo tempo. Ha ricoperto un ruolo significativo durante il regno del padre e, successivamente, durante il regno del nipote Riccardo II. John of Gaunt è noto per aver avuto un’influenza considerevole sulla politica interna e estera dell’Inghilterra del XIV secolo. Ha svolto anche un ruolo importante nella guerra dei cent’anni contro la Francia.
  • Katherine Swynford (1350-1403): Katherine Swynford era la figlia di un cavaliere inglese e visse in un periodo in cui la sua famiglia aveva legami con la corte reale. È diventata nota principalmente per la sua lunga relazione con John of Gaunt, che ha avuto inizio mentre entrambi erano ancora sposati con altre persone. Dopo la morte dei loro rispettivi coniugi, Katherine e John si sposarono nel 1396, legalizzando così la loro unione. I loro figli furono legittimati dal re Riccardo II nel 1397 e, in seguito, dal cugino di Riccardo II, Enrico IV d’Inghilterra.

Geni’s World Family Tree, frutto della ricerca collaborativa di milioni di genealogisti, sta rapidamente diventando il riferimento mondiale per la ricerca genealogica. Quasi 95 milioni di persone sono collegate a Geni’s World Family Tree, consentendo a tutti di scoprire come sono legate celebrità, personaggi storici e molto altro. Ogni giorno vengono create e ampliate nuove connessioni mentre un gruppo dedicato di curatori volontari aiuta a mantenere l’accuratezza dell’albero genealogico mondiale.

Se qualcuno si stesse chiedendo come mai Trump e Hillary, nonostante siano cugini con antenati comuni, siano in conflitto, il parallelo con la Prima Guerra Mondiale è rivelatore.

Durante quel conflitto, Nicola II di Russia e Wilhelm II di Germania, entrambi discendenti della Regina Vittoria del Regno Unito e cugini di primo grado, si trovarono a guidare nazioni schierate su fronti opposti: Nicola II con gli Alleati (Russia, Francia, Regno Unito) e Wilhelm II con le Potenze Centrali (Germania, Austria-Ungheria).

Questo episodio storico sottolinea come interessi politici e alleanze internazionali possano prevalere su legami familiari, anche tra individui strettamente imparentati.

Aristocrazia del sangue

Nonostante le apparenti differenze, alcune famiglie mantengono da secoli il controllo del potere, trasmettendolo di generazione in generazione attraverso le loro linee di discendenza.

Questo fenomeno, conosciuto come “aristocrazia del sangue“, rappresenta un modello in cui il potere politico, economico o sociale è concentrato tra poche famiglie o gruppi di esse, che lo tramandano nel tempo.

Questo avviene attraverso l’ereditarietà di titoli nobiliari, l’accumulo di influenza economica nel corso degli anni, l’accesso privilegiato alle risorse e da reti di solidarietà come quelle massoniche.

Tale fenomeno non è limitato alle monarchie, ma si riscontra anche in repubbliche e democrazie, riflettendo una concentrazione del potere e delle risorse che spesso limita la mobilità sociale e l’uguaglianza delle opportunità.

L’elite vince sempre

Nonostante le apparenti differenze tra le fazioni politiche o partiti, esse sono controllate e gestite da un’unica élite dominante da secoli.

Molte persone ignorano che l’elite orchestra uno spettacolo politico studiato per ingannare gli elettori facendo loro credere di avere una scelta autentica. Manipolano risorse, nomine e media per creare un’artificiosa competizione tra partiti e fazioni. Mentre gli elettori si identificano come sostenitori appassionati dei loro beniamini, sono di fatto guidati verso una scelta predeterminata dalle élite stesse.

Questa strategia perpetua un ciclo in cui i cittadini credono di esercitare il loro diritto democratico, mentre il potere resta fermamente concentrato nelle mani di pochi. I politici, spesso sono strumenti inconsapevoli nelle mani di queste élite, agiscono come pedine per mantenere e consolidare il loro controllo.

Quando l’illusione viene messa in discussione, le élite impiegano il loro potere mediatico e finanziario per riaffermare il dominio, garantendo che ogni risultato elettorale, nonostante le apparenze democratiche, continui a favorire i loro interessi e a consolidare la loro autorità.

Fonte: grandeinganno.it
Data: 13 Giugno 2024


Commento

Per fare una battuta, anche la famosa Monica Lewinsky che amava stare sotto la scrivania di Clinton (l’allora presidente) è una ebrea askenazita.

MIGA il nuovo acronimo dell’erede al trono della monarchia iraniana Reza Pahlavi

Che dire allora di Reza Pahlavi3 che improvvisamente risorge dall’esilio dei genitori e di cui parla tutta la stampa4 ? Chi lo avrà mai fatto risorgere? Aiuterebbe un po’ se scopriamo che la figlia maggiore Noor Pahlavi nata nel 1992 sposa Bradley James Sherman5 nato nel 1954 e figlio di ebrei dell’Ucraina?

La notizia fa il giro del mondo ed un senatore USA intervistato da Tucker Carlson chiedeva un cambio di regime ma non sapeva ne quanti abitanti ha quel paese, ne dove si trovi.

Nella prima Amministrazione Trump, la figlia Ivanka con suo marito Jared Kushner erano la coppia dorata e presentabile del trumpismo e nelle mani di Kushner era stato messo un capitolo essenziale della politica estera: il Medio Oriente, i rapporti con Israele, la definizione di quelli che sarebbero diventati gli Accordi di Abramo. Kushner è ebreo, gestiva le relazioni con i sauditi, in Israele è di casa e con altri funzionari dell’Amministrazione era determinato a rivoluzionare i rapporti in medio oriente.

Anche Kamala Harris è sposata con un ebreo, ciò conferma che anche la poltrona più prestigiosa, la Presidenza U.S., è controllata da ebrei, non importa chi vince le elezioni, è esattamente quello che accade ad Hollywood e con i mass media6 , la finanza, dentro il Pentagono… i posti più influenti.

Il 22 Giugno 2025 Trump da ordine di attaccare il sito nucleare di Fardo in Iran. Gli iraniani peraltro sono stati avvisati così hanno avuto tutto il tempo di rimuovere quel che c’era da rimuovere. Le immagini satellitari mostrano sei crateri e se hanno usato bombe di profondità a cosa serve se le distribuiscono? A nulla, devono infilarne una nel cratere della precedente così da raggiungere profondità sempre maggiori, invece no, sembra solo un viaggio per fare qualche botto con bombe extra-large.

Due giorni prima a Tehran c’è stata una scossa di terremoto di magnitudo 5,2 avvertita anche nel sito nucleare di Fardo.

Che coincidenza, un attacco telefonato a Fardo e un terremoto vero, o sono finti entrambi? Lo sappiamo tutti che gli USA sfruttando le ricerche di Tesla utilizza armi ad energia diretta per fare geoingegneria.

Alcune copertine di TIME

La vita dopo Saddam
La vita dopo Saddam
Il mondo dopo Gheddafi
Il mondo dopo Gheddafi
Il nuovo Medio Oriente
Il nuovo Medio Oriente

La rivista TIME pubblica una copertina con Khamenei in versione parzialmente sbianchettata, come aveva già fatto per Saddam e Gheddafi. 

Vi anticipo che TIME dal 2018 è nelle mani di Marc Benioff7 , un ebreo, e sua moglie Lynne.

Guardando bene notiamo che nelle copertine se il taglio orizzontale di Saddam e Gheddafi può essere associato alla morte, quello verticale di Khamenei vorrà dire che si salverà ma che ci sarà in Iran un cambio di regime. Avverrà con una rivoluzione colorata facendola sembrare originata da movimenti interni secondo una collaudata strategia manipolatoria dell’USAID ed altre agenzie U.S. collegate?

Come sperano di fare una rivoluzione colorata in Iran?

A una settimana dall’inizio degli attacchi israeliani contro l’Iran, non ci sono segni di una divisione nel regime iraniano, affermano i funzionari israeliani, riporta il Jerusalem Post.

Ma Netanyahu lo immaginava, ed è per questo che fa compiere degli omicidi mirati ai capi militari e politici sperando che ciò favorisse un cambio di regime, avevano studiato il modo per far venire allo scoperto la guida suprema Khamenei8 ma il piano è fallito.

Anche la nostra Meloni mentre è ancora in Canada al G7 fa affermazioni che non combaciano con l’annuncio ufficiale che avevano preparato dicendo che in Iran ci dovrebbe essere un cambio di governo, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato la sua affermazioni ricordandole che l’Italia ha votato a favore della risoluzione 2131 dell’ONU sull’inammissibilità dell’interferenza negli affari interni degli Stati9 . Come sempre la Meloni quando ci sono in ballo l’assegnazione delle poltrone in UE è impenetrabile, ma in politica estera non può dimenticare la politica del cerchio-bottismo, un’abilità tutta nostra in passato. Ma in questo caso l’Italia si pone dalla parte di chi favorisce i cambi di regime che gli italiani odiano e violando le norme internazionali. La meloni non è propriamente una persona qualunque che esprime un’idea al bar davanti un drink.

A questo punto è chiaro come vi sia dietro a tutto un tentativo di fare un cambio di regime in Iran dove tutto è iniziato con attentati terroristici che ricordano nello stile quelli compiti dal regime di Zelensky a fine maggio 2025, perciò dietro c’è l’intelligence di Israele, Gran Bretagna e USA. Peccato che man mano che li trovano sono condannati a morte. Ad oggi ho perso il conto di quanti ne abbiano già presi.

Il 23 Giugno 2025 Trump annuncia il ritorno negli USA dei B-2 Spirit, lasciarli in medio oriente non sono al sicuro, li potrebbero distruggere mentre sono a terra. Ma annuncia anche una tregua di 12 ore, per poi scoprire che lo ha solo detto alla stampa perché l’Iran colpisce la base militare USA in Qatar. Si dice che l’Iran ha avvisato il Qatar ma gli americani avevano già abbandonato la base e che i missili lanciati su di essa siano solo 10. Poi hanno preso di mira una a una tutte le altre basi.

23 Giugno 2025 – Giorno della conferenza di Reza Pahlavi

È solo una coincidenza che abbia scelto questo giorno per tenere una conferenza dichiarandosi pronto a guidare l’Iran non come Re, ma nel frattempo espone la bandiera con il leone della passata Monarchia. Immaginavano che dopo l’attacco dei B-2 Spirit americani, contro i siti nucleari la popolazione si ribellasse alle politiche fallimentari (secondo l’opinione occidentale) di Tehran?

Questa non è una minaccia futura, è una realtà presente.
Israele cerca di manipolare l’opinione occidentale inondando i media più usati con spot da 35 secondi

Se vedete questo video YouTube, è pubblicità in cerca di sostegno morale ad un attacco contro l’Iran, segnalatelo. È stato caricato 8 giorni fa, c’è una versione per ogni lingua europea. Non è l’unico video. Sembra che abbiano speso decine di milioni per garantirsi una elevata visibilità in Europa.

Poi si accorgono tutti quanti che il progetto vero dell’aggressione all’Iran nel tentativo ed unico vero obiettivo di fare un cambio di regime, sta miseramente fallendo, il popolo iraniano si è compattato in difesa del paese rivelandosi sovranista, una parola odiata dall’élite finanziaria.

Pensavano di farlo di punto in bianco in pochi giorni? Quando i politici vogliono sostituirsi ai generali fanno solo la figura dei bamboccioni10 .

Le proteste contro Israele si sono levate immediatamente da ogni fronte interno all'Iran nelle prime 24H.
Le proteste contro Israele si sono levate immediatamente da ogni fronte interno all’Iran nelle prime 24H.

Una donna iraniana liberale e senza hijab, che è illegale, si lamenta degli ebrei, afferma che l’Iran dovrebbe costruire bombe nucleari e chiudere lo Stretto di Hormuz. Anche la folla intorno a lei grida: “Costruisci la bomba!”.

A Toronto in Canada dov’è presente un’ampia comunità iraniana è tutta compatta contro Israele. Hanno fatto un sondaggio per sapere quanti sarebbero stati d’accordo ad un cambio di regime a Tehran e solo il 3% era d’accordo.

Nel frattempo una certa stampa metteva in evidenza che i Russi non aiutano l’Iran e di conseguenza l’Iran smetterà d’aiutare la Russia nel conflitto in Ucraina, anche questo avrebbe dovuto contribuire a sovvertire il supporto della popolazione iraniana alla guida suprema. L’Iran perde amici, è isolata… certo con tutta la lega Araba che vota a favore dell’Iran il risultato è che è Israele non a non avere più nessun alleato in Medio Oriente.

Strategia necessaria

Intanto la risposta iraniana continua come e più di prima oltre che su Israele anche sulle basi USA ed urge una soluzione che Trump propone esibendosi nel suo show preferito, una sequela di smargiassate, nella prima invita alla resa incondizionata l’Iran, come se volesse dire “Se non ti arrendi faccio tornare indietro i B-2 Spirit…”, poi suggerisce lo stop totale concordato tra le due parti ad una certa ora della notte.

Strategia necessaria11 sperando che l’Iran non rifiuti perché Israele ogni giorno che passa usa sempre meno missili, mentre l’Iran ne lancia sempre di più… ma và, per caso pensavate che gli iraniani fossero poco più di una tribù che gioca per sbaglio con dispositivi nucleari?

STAY TUNED…

Ma Putin cosa c’entra?

Il progetto di cambio regime in Iran con un candidato che ha parentele con ebrei, sarebbe stata l’assoluta garanzia che il grande sostegno bellico iraniano alla Russia, sarebbe saltato. Allo stesso tempo gli angloamericani ebraici contavano sul fatto che la Russia avrebbe profuso aiuti agli iraniani indebolendosi sul fronte ucraino dove sembra che ancora non abbia dato fondo alle sue capacità militari.

Obiettivo fallito.

L’Iran ha declinato l’offerta di aiuto russo, quindi, i russi non hanno aiutato l’Iran non perché li hanno abbandonati come fanno spesso [sempre] gli americani, ma avevano compreso fin dall’inizio il reale scopo.

Gli USA sono riusciti a dividere la Russia dall’Europa, ora dovevano dividere la Russia dall’Iran che a sua volta con un presidente nominato dall’occidente avrebbe ribaltato tutte le alleanze, due fondamentalmente, Russia e Cina.

Il risultato voluto era isolare la Russia di Putin.

Alla fine gli iraniani sono più intelligenti degli europei e con il loro “sovranismo”, attivatosi automaticamente contro gli attacchi esterni, si sono salvati dal caos, perché è esattamente quello che sarebbe avvenuto in Iran, come del resto è avvenuto in ogni paese dove gli USA hanno interferito con ogni strumento possibile sulla vita politico-sociale al fine di piazzare dei loro fantocci al comando.

Note a piè di pagina:

  1. https://en.wikipedia.org/wiki/Drumpf ↩︎
  2. https://senzatempo.org/index.php/2025/02/14/4169/morti-intorno-ai-clinton-nella-campagna-elettorale-usa-del-2016/ ↩︎
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Reza_Pahlavi_(principe) ↩︎
  4. https://cultweb.it/attualita/chi-e-reza-pahlavi-il-figlio-dello-scia-di-persia-che-si-candida-a-guidare-liran-ma-non-vuole-essere-re/ ↩︎
  5. https://en.wikipedia.org/wiki/Brad_Sherman ↩︎
  6. https://senzatempo.org/index.php/2020/09/04/2220/chi-controlla-hollywood-e-i-mass-media-negli-usa/ ↩︎
  7. https://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Benioff ↩︎
  8. https://senzatempo.org/index.php/2025/06/22/4180/come-washington-pensava-di-sfruttare-la-fiducia-di-khamenei-per-ridisegnare-gli-equilibri-iraniani/ ↩︎
  9. https://www.occhisulmondo.info/2025/06/19/meloni-vorrebbe-un-cambio-di-governo-in-iran-zakharova-le-ricorda-una-risoluzione-onu/ ↩︎
  10. https://www.treccani.it/vocabolario/bamboccione_(Neologismi)/ ↩︎
  11. https://senzatempo.org/index.php/2025/06/20/4189/israele-ha-72-ore-per-dichiarare-vittoria-o-potrebbe-essere-la-sua-fine/ ↩︎

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