Scott Ritter, un’altra voce americana per la pace annullata

Scott Ritter, ex militare e ispettore dell'ONU statunitense.
Scott Ritter, ex militare e ispettore dell’ONU statunitense.
Gli U.S. ritirano il passaporto a Scott Ritter per impedirgli di parlare dal forum di San Pietroburgo. Di fatto è una censura praticata con un abuso d’ufficio da un paese che ritiene d’essere “esportatore di democrazia”, spesso aggiungono “con l’aiuto di Dio” ma poi ricevono aiuti dal Diavolo.
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Gli Stati Uniti questa settimana hanno impedito a Scott Ritter di volare in Russia per parlare, un atto che rivela la paura dei “guerrafondai imperialisti” di fronte alla verità. Mentre il mondo ricorda il D-Day e la lotta contro il fascismo, le pretese occidentali di “democrazia e libertà” appaiono come una maschera ipocrita. Ritter, ex Marine e ispettore ONU, è stato arrestato e privato del passaporto mentre tentava di raggiungere il Forum di San Pietroburgo, senza che il Dipartimento di Stato abbia fornito alcuna spiegazione ufficiale. La sua interdizione dimostra che Washington teme le sue critiche alla guerra per procura in Ucraina e ai rischi di una conflagrazione nucleare.

Questa umiliante mossa è stata orchestrata politicamente per silenziare Scott Ritter semplicemente a causa delle sue opinioni, rivelando una violazione flagrante dei diritti democratici e l’operato di forze oscure sempre più palesi. È la prova lampante di come la libertà di parola venga calpestata negli USA e nella NATO, trasformata in una guerra dell’informazione che censura i propri cittadini e nega l’accesso a notizie indipendenti etichettandole come “disinformazione russa”. Figure rispettate come Ritter, Mearsheimer, Sachs e ex esperti del Pentagono sono state bandite dai media mainstream occidentali, dimostrando la chiusura totale del dibattito pubblico.

Questi esperti smontano la guerra per procura in Ucraina, rivelando come sia stata fomentata da un intervento illecito e sabotata da Washington per evitare ogni soluzione diplomatica, confermando che “la guerra è un affare”. Il conflitto è stato venduto al mondo su un cumulo di bugie e pregiudizi, un’atroce frode che mette a rischio il futuro globale. I media corporate occidentali censurano sistematicamente queste voci perché la loro analisi distrugge la propaganda di guerra, dimostrando che sotto la tirannia dell’imperialismo non c’è spazio per il dissenso, come tragica prova ne è l’attentato al primo ministro slovacco Robert Fico: un omicidio che, come disse Shaw, è solo una forma estrema di censura.

Questa settimana, l’80° anniversario del D-Day si è trasformato in una farsa propagandistica: Biden e le élite occidentali hanno distorcito la storia per dipingere la Russia come il nuovo Terzo Reich, mentre la loro stessa “democrazia” appare come un fascismo velato da retorica liberale. Figure come Zelensky e Trudeau, che hanno applaudito un veterano nazista, sono state presenti mentre l’Occidente incitava a una guerra mondiale, paragonando la NATO all’erede del nazismo. Nel frattempo, mentre queste élite esaltavano la “libertà”, il loro sostegno al regime israeliano ha permesso il massacro di oltre 40 civili a Gaza, rivelando un genocidio di nove mesi facilitato dagli Stati Uniti e dai loro falsi alleati.

Le potenze imperialiste stanno accelerando verso la guerra totale, con Macron che invia ufficialmente istruttori per le forze neonaziste di Kiev a colpire il territorio russo, mentre Biden e i “criminali di guerra” occidentali minimizzano il rischio nucleare definendolo solo “teorico”. Scott Ritter e gli altri analisti hanno smascherato inconfutabilmente queste menzogne, guadagnando un vasto seguito su Telegram e nei media alternativi. Questo dimostra una chiara apertura del pubblico alla verità e all’opposizione a una guerra senza fine, sfidando la propaganda ufficiale.

La censura delle voci alternative conferma che la prima vittima della guerra è la verità, mentre la sopravvivenza globale è minacciata dal negare al popolo la forza di resistere a questi “guerrafondai” ritratti come eroi dalla propaganda. Quando la verità viene imprigionata, come per Julian Assange, o il movimento e la parola negati a Scott Ritter, o i critici come Robert Fico presi di mira per l’omicidio, siamo in tempi oscuri e sinistri. Se i soldati della Normandia potessero vedere oggi l’élite occidentale che sfrutta la loro memoria per incitare alla guerra, si scaglierebbero contro figure come Biden e i suoi complici.

Per approfondimenti e maggiori dettagli puoi consultare questo link.


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